Confindustria: gruppo Bracco apre settimana cultura d’impresa  

Scritto da il 10 novembre 2017

Il Gruppo Bracco apre la settimana della cultura d’impresa di Confindustria

Pubblicato il: 11/11/2017 10:39

Impresa e cultura. A novant’anni dalla sua nascita il gruppo Bracco festeggia il compleanno aprendo a Milano la sedicesima settimana della cultura d’impresa di Confindustria. Al centro dell’evento il mecenatismo come risorsa essenziale per la salvaguardia della ricchezza artistica nazionale. “Il rapporto tra imprese e cultura deve essere un rapporto forte e proficuo – dice Ilaria Borletti Buitoni, sottosegretario del ministero dei Beni Culturali e del Turismo – le barriere ideologiche non hanno senso. Il patrimonio culturale italiano è immenso e non può certo essere sostenuto solo dalle istituzioni pubbliche” (VIDEO).

Visto con diffidenza negli scorsi anni, il mecenatismo è ora al centro del dibattito culturale italiano. “È il cemento della società civile” sostiene Diana Bracco, presidente della Fondazione Bracco.

“Noi lo diciamo da sempre e abbiamo portato avanti questa battaglia con tantissime iniziative, tra cui il sostegno alla mostra di Caravaggio a Milano. Per il 2018 abbiamo in cantiere un grande progetto sulla Cappella Sistina dedicato alle scuole d’Italia”.

Gli investimenti dei privati trovano terreno fertile a Milano che, con l’eventuale arrivo dell’Ema, agenzia europea del farmaco, potrebbe attirare altri investitori anche in ambito culturale. Ma, secondo Massimo Cacciari, professore emerito di filosofia all’Università Vita-Salute San Raffaele, non tutte le città italiane sono all’avanguardia come Milano.

“A Venezia, a Firenze e in altre città è estremamente più difficile trovare un connubio tra imprese e patrimonio culturale. Bisogna capire che non importa chi gestisce il bene, se sia un soggetto pubblico o privato, ma come viene gestito”.

Un amore, quello tra privati e cultura, che è sbocciato dopo anni in cui era diffusa la convinzione che con la cultura non si potesse mangiare. Per smentire questo pregiudizio e stimolare gli investimenti è stato introdotto Art bonus, grazie al quale, dice il sottosegretario Borletti Buitoni, “c’è la possibilità di poter dedurre dalle proprie tasse quello che è stato dato per il mantenimento del patrimonio culturale pubblico. È un passo fondamentale perché è un modo per dire a tutti gli interlocutori interessati che insieme possiamo vincere la scommessa di un Paese che ha nella cultura la sua identità”.


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