Quanto vale il tuo vinile? Arriva il catalogo che te lo dice  

Scritto da il 23 novembre 2017

Quanto vale il tuo vinile? Arriva il catalogo che te lo dice

Pubblicato il: 24/11/2017 17:10

Da Elvis Presley ad Adriano Celentano, passando per Paolo Conte. Sono alcuni dei protagonisti di VinilValore, il catalogo pubblicato dalla casa editrice Unificato che riporta le quotazioni di mercato di 360 discografie in vinile di stampa italiana, equivalenti a più di 11.000 dischi a 45 ed a 33 giri. Quotazioni che sono il risultato di due fattori: interesse verso il disco e tiratura.

VinilValore risponde a un’esigenza emersa negli ultimi anni con la rinascita del mercato del vinile. Quando sembravano ormai destinati a scomparire, dopo l’avvento del cd e e dello streaming, i dischi a 45 o 33 giri sono tornati a essere di moda. Sono circa 13 milioni gli album venduti nei soli Stati Uniti nel 2016 secondo i dati Nielsen. Ma i vinili d’epoca, quelli stampati prima dell’avvento del cd, che valore hanno? “Il catalogo risponde a questa domanda – dice all’Adnkronos l’autore Stefano Piccinini – riportando non solo le quotazioni di mercato, ma anche la storia degli artisti e l’evoluzione grafica delle etichette di vinili di produzione italiana di ben 55 case discografiche”.

Per compilarlo ci sono voluti 4 anni e mezzo, passati a confrontare diverse fonti tra cui cataloghi di case discografiche, riviste di settore, mercatini e siti internet. “Non ho mai meramente riportato una fonte, ma le ho sempre confrontate tra loro” spiega l’autore. Un lavoro faticoso, ma anche “divertente”, che vuole essere uno strumento utile non solo ai collezionisti, ma a tutti gli appassionati, “anche i più giovani che si stanno innamorando ora del vinile”.

Oltre alle quotazioni dei dischi il catalogo svela i trucchetti per destreggiarsi nella giungla del mercato del vinile, fatto di originali, ristampe e riedizioni, mostrando attraverso centinaia di riproduzioni, la storia e l’evoluzione grafica dei marchi a protezione dei diritti d’autore. Questa ricostruzione, intrecciata con la storia delle case discografiche e delle loro etichette, fornisce al collezionista un ulteriore importante supporto per l’identificazione delle stampe originali.

Il catalogo però non è un “mero elenco – dice Piccinini – sono state inserite anche 130 cenni biografici che aiutano a collegare le discografie alla vita artistica degli interpreti”. La scelta degli artisti è caduta su quegli autori e cantanti che maggiormente hanno influito sulla musica italiana e non a partire dalla metà degli Anni ’50: dalle star internazionali come Madonna, i Beatles e i Queen, ai nostrani Mina e Vasco Rossi.

L’esordio del rocker di Zocca è uno dei dischi che vale di più: “Ma cosa vuoi che sia una canzone” del 1978 raggiunge i 2000 euro di quotazione. Più accessibili i dischi di una ancora sconosciuta Mina, la quale pubblicava col nome di Baby Gate per la piccola casa discografica Broadway. “Ha deciso dopo di chiamarsi Mina – racconta l’autore del libro- davanti alla scelta su che nome usare ha lasciato scegliere il mercato e ha optato per il nome che ha riscosso più successo. Un vero e proprio sondaggio di mercato”. Non ci sono solo grandi cantanti, ma anche grandi autori, tra cui Paolo Conte, uno che “non definiresti Pop o Rock, ma che ha scritto per altri interpreti brani che hanno fatto la storia della canzone italiana”.

VinilValore non pretende di essere “definitivo”, anzi che può essere ampliato, “magari concentrandosi su un singolo genere, per esempio il progressive”, purché il vero protagonista rimanga quel disco a 45 o a 33 giri, nato a suo tempo per durare per sempre” conclude Piccinini.


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