Figlia Boris Giuliano: “Morte Riina? Mi lascia indifferente”  

Scritto da il 30 novembre 2017

Figlia Boris Giuliano: Morte Riina? Mi lascia indifferente

Selima Giuliano e Alessia Franco

Pubblicato il: 01/12/2017 12:57

“La morte del boss Totò Riina mi ha provocato solo indifferenza. Non provo sentimenti di rivalsa o di vendetta. Io credo molto nella giustizia, quella terrena, intendo. Ed era giusto che Riina scontasse la sua pena in carcere, anzi al 41 bis”. Selima Giuliano, 44 anni, è la figlia di Boris Giuliano, il capo della Squadra mobile di Palermo ucciso il 21 luglio 1979, quando lei era poco più che bambina, proprio su decisione del boss corleonese Riina, morto lo scorso 17 novembre all’ospedale di Padova e di altri boss corleonesi. Ad ascoltarla, in religioso silenzio, un uditorio particolare: quello degli studenti del Liceo ‘Don Giovanni Colletto’ di Corleone (Palermo), lo stesso frequentato in passato dalla figlia del boss mafioso, Maria Concetta Riina.

Selima Giuliano non ama molto parlare in pubblico o rilasciare interviste, ma incontra “sempre molto volentieri” gli studenti delle scuola, di ogni ordine e grado perché, come spiega all’Adnkronos, “la scuola è il primo avamposto della legalità, ma la legalità vera”. Questa volta, per la prima volta, ha deciso di andare nella città che ha dato i natali ai carnefici di suo padre: Corleone. Nel 1995, nel processo per l’omicidio Giuliano, vennero condannati all’ergastolo i boss mafiosi Salvatore Riina, Bernardo Provenzano, Michele Greco, Francesco Madonia, Giuseppe Calò, Bernardo Brusca, Nenè Geraci e Francesco Spadaro come mandanti del delitto, mentre Leoluca Bagarella venne pure condannato alla stessa pena come esecutore materiale dell’omicidio. Insomma, tutto il Gotha di Cosa nostra. Che doveva ‘punire’ Boris Giuliano, che negli anni Settanta diresse le indagini con metodi innovativi e determinazione, facendo parte di una cerchia di funzionari dello Stato che, incominciarono una dura lotta contro Cosa Nostra.

Durante l’incontro con i giovani Selima Giuliano ha presentato anche il libro scritto tempo fa insieme con la scrittrice Alessia Franco, ‘Raccontami l’ultima favola’ (Mohicani edizioni, 60 pagg., 10 euro). Un libro che si chiude con una lettera aperta della figlia Selima indirizzata al padre. “Eri un uomo allegro – scrive Selima – ma la tua non era quella allegria facile di chi si trova in mezzo agli eventi, o peggio di chi li sottovaluta. La tua allegria, il suo sorriso, avevano radici più profonde”.

Il confronto tra Selima Giuliano e i giovani del Liceo ‘Don Giovanni Colletto’ “è stato il più bello che ho fatto finora con i ragazzi”, dice ancora Selima Giuliano all’Adnkronos, prima di lasciare Corleone. “Ovviamente è stato un incontro particolare – confida ancora Selima Giuliano – proprio perché è avvenuto a Corleone, dove sono nati gli assassini di mio padre”.

I libro di Alessia Franco e Selima Giuliano descrive la vita privata del poliziotto, marito affettuoso e padre di tre figli che amava. “In vacanza – scrive Alessia Franco nel libro – all’aria aperta costruiva con i suoi figli delle casette di pietra e di fogliame. Nelle ore passate in mezzo alla natura, tutta la famiglia si divertiva a pensare a chi le avrebbe abitate. Fate, folletti, spiritelli del bosco? O qualche animale che in inverno avrebbe trovato rifugio proprio lì, e grazie a loro”.

Numerose le domande poste dai ragazzi del liceo a Selima Giuliano e ad Alessia Franco. E una di queste domande è proprio il sentimento provato dalla figlia del ‘superpoliziotto’ per la morte del boss mafioso Totò Riina. “Nulla di particolare – ha risposto Selima – Io non provo sentimenti di rivalsa nei confronti di Riina”. E a chi le chiedeva se ha mai pensato di fare lo stesso mestiere del padre “per vendicarsi” dei capimafia, ha risposto con un sorriso: “Non ho mai pensato di fare lo stesso mestiere di mio padre. Mio fratello è poliziotto (Alessandro Giuliano è il capo dello Sco ndr), ma ha intrapreso questo percorso lavorativo per passione, non ha mai pensato di farlo per vendicarsi della morte di nostro padre”. Gli studenti hanno ascoltato con molta attenzione gli interventi di Selima Giuliano e di Alessia Franco, a cui poi hanno posto numerose domande. Selima Giuliano ha risposto a tutto “con molta disponibilità”. E ha voluto ringraziare, in particolare, i giovani volontari del Cidma, il Centro Internazionale di Documentazione sulla Mafia e del Movimento Antimafia di Corleone “che fanno, in silenzio, un lavoro eccezionale”.


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