Musica: Eugenio Bennato in tour pensando a Sanremo  

Scritto da il 30 novembre 2017

Eugenio Bennato in tour pensando a Sanremo

Pubblicato il: 01/12/2017 12:44

Eugenio Bennato si sente già sul palco: ha dovuto rinviare di qualche giorno, per un malanno di stagione, l’inizio del suo tour intitolato al nuovo album di inediti, ‘Da che Sud è Sud’, e lunedì inizierà la tournèe teatrale dal Diana di Napoli. Perchè un tour nei teatri? “Cerco un ascolto attento. Si finisce per ballare anche in teatro ma credo che i miei contenuti siano più efficaci in un contesto più raccolto”, spiega Bennato all’AdnKronos e quando gli si chiede di una sua eventuale presenza al prossimo Sanremo risponde così: “Mi è stato proposto, di partecipare oppure di fare una ‘ospitata’, potrebbe anche essere ma per ora sono abbastanza scettico, ho il tour e soprattutto ho una musica che poco si concilia con quella ‘di consumo’”. Lontana da quella di consumo ma ‘appetibile’ per il palco sanremese, la musica dell’ultimo disco di Bennato, in quanto multietnica, mediterranea, con un elemento di ‘curiosità’ nella partecipazione di altri artisti e dei due figli del cantautore, la giovanissima Eugenia e il giovane Fulvio. Eugenio Bennato sul palco sarebbe inoltre un bella presenza cantautorale ‘pura’, con un valore generazionale, che Claudio Baglioni potrebbe mettere in campo per bilanciare i tanti giovani ‘made in talent’ che probabilmente parteciperanno.

Nei 12 brani di ‘Da che sud è sud’ Bennato ritrova tutta la sua energia ed esalta con la sua voce sempre più ‘densa’ la presenza di compagni di viaggio che testimoniano e arricchiscono il senso musicale del racconto, dall’inconfondibile e maestosa vocalità di Pietra Montecorvino, alla vocina tenue della figlia italo-francesina Eugenia, al timbro ruvido e sensuale di Sonia, che balla la taranta e viaggia con lui da dieci anni, all’accento di Giorgia, madre brasiliana e padre napoletano, all’inglese di Francesca Del Duca, che vive in America e suona le percussioni e del figlio di Eugenio, Fulvio, che vive in Australia e suona la chitarra e scrive canzoni nel deserto, all’arabo classico e moderno di Mohammed che viene dal Marocco e di Marwan che viene dalla Siria e attraverso la Tunisia arriva in Italia. Il disco è quasi un diario di viaggio in giro per il mondo, e il tour vuole replicare ogni sera quel percorso, dall’America del Sud e dal Nord all’Africa dei tamburi e delle carovane della disperazione e della speranza, al Mediterraneo degli scambi e delle barriere, all’Estremo Oriente del mistero e delle leggende. “Racconto storie, fin dai tempi dell’inizio di Taranta Power (il movimento musicale e culturale creato dal cantautore nel 1998, ndr) faccio un cantautorato popolare e sono da sempre attento al Sud, dove di storie ce ne sono tante”, dice Bennato.

Quanto al problema di come ‘portare’ sui palcoscenici del tour le tante voci che lo accompagnano nell’album “lo risolvo – spiega il cantautore – ricorrendo alle voci delle artiste che normalmente sono al mio fianco e che in parte sono le stesse del disco, poi ci saranno delle ‘presenze’ speciali in alcuni concerti, a Napoli, ad esempio, probabilmente ci sarà Pietra di Montecorvino, e mia figlia Eugenia sarà spesso con me, con la sua vocina. “La sua di voce Eugenio Bennato, 70 anni compiuti, nel tour la mette al servizio anzitutto del nuovo: “Alcuni miei brani del passato sono entrati nell’immaginario collettivo come ‘Briganti se more’, inno di tante manifestazioni antagoniste in Italia pur non essendo mai stata una hit televisiva o radiofonica, ma quello che mi interessa davvero sono le mia canzoni più nuove. Diciamo che sono un cantautore atipico: rispetto ai miei coetanei e colleghi che puntano su successi storici io mi metto sempre in discussione; ‘Che il Mediterraneo’ sia l’ho scritto 15 anni fa ed è il brano più vecchio del concerto”.


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