Roma, aggredito ‘il principe’: clochard muore dopo 2 giorni di coma  

Scritto da il 30 novembre 2017

E’ stato arrestato il presunto responsabile dell’aggressione al clochard di 69 anni, soprannominato ‘il principe’, avvenuta il 4 settembre scorso, nella centralissima piazza Venezia, al bar all’angolo con via del Corso, a Roma. Si tratta di un uomo di 27 anni, già noto alle forze dell’ordine per altri reati. A incastrarlo anche un video di un testimone girato con lo smartphone.

Gli agenti della polizia e i carabinieri lo hanno arrestato, dando esecuzione a un’ordinanza che dispone gli arresti domiciliari con applicazione del braccialetto elettronico, con l’accusa di omicidio preterintenzionale, aggravato dai futili motivi e dalla minorata difesa della vittima. Dopo essere stato brutalmente aggredito da un giovane nel corso di una banale lite, il clochard, molto conosciuto perché da decenni frequentatore notturno della piazza, sempre gentile e gioviale, fu lasciato a terra privo di sensi.

Dopo qualche minuto, all’arrivo della ambulanza si era ripreso e sembrava stare bene, infatti era stato dimesso quasi subito dal primo pronto soccorso dove era stato portato. Ma nella mattinata, nel suo peregrinare per la città, dopo poche ore, era nuovamente svenuto per strada, soccorso da un passante in zona Trastevere, portato al pronto soccorso dell’ospedale San Camillo, e dopo due giorni di coma era morto per emorragia celebrale.

Dopo minuziose e serrate indagini, i carabinieri del comando Roma piazza Venezia e gli agenti del commissariato di Monteverde sono riusciti a dare un volto all’aggressore. L’ordinanza è stata emessa dal gip del Tribunale dei Roma, che ha accolto le richieste avanzate dalla procura della Repubblica.

L’individuazione dell’arrestato è stata possibile grazie all’intensa attività investigativa, partita dai luoghi dei fatti, svolta fianco a fianco dagli uomini del commissariato di Monteverde e successivamente dai carabinieri del comando Roma Piazza Venezia, attraverso l’analisi delle immagini di video-sorveglianza della zona e all’identificazione di diversi testimoni.

Uno di questi, nello specifico, fornì delle riprese video girate con il proprio smartphone che sono risultate fondamentali per risalire al 27enne. E’ stata poi eseguita un’attenta analisi dei social network dell’indagato, riuscendo ad estrapolare alcune fotografie che lo ritraevano con gli stessi indumenti indossati la notte dell’aggressione.


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