Addio a don Riboldi, vescovo anticamorra  

Scritto da il 9 dicembre 2017

Addio a don Riboldi, vescovo anticamorra

Monsignor Antonio Riboldi (Fotogramma)

Pubblicato il: 10/12/2017 10:29

E’ morto, all’età di 94 anni, monsignor Antonio Riboldi, vescovo emerito di Acerra, noto per la sua battaglia in prima linea contro la camorra. Si è spento a Stresa, in Piemonte, presso la casa dei rosminiani dove si trovava dalla scorsa estate. Ne dà notizia la curia di Acerra (Na), dove è stato vescovo dal 1978 al 2000.

Il “ritorno di monsignor Antonio Riboldi alla Casa del Padre genera umana malinconia nel cuore dei fedeli dell’intera diocesi di Acerra – si legge sul sito della diocesi , il cui vescovo, Antonio Di Donna, il vescovo emerito, Giovanni Rinaldi, i sacerdoti, i religiosi e le religiose con animo commosso ricordano la figura e l’opera di Riboldi e rendono grazie a Dio che in un periodo difficile della sua storia ha affidato la diocesi all’amorevole cura di tal grande Pastore”.

Nominato vescovo di Acerra il 25 gennaio 1978 dal Beato Papa Paolo VI, monsignor Riboldi fa il suo ingresso in diocesi il 9 aprile dello stesso anno. Sede vacante da 12 anni, ad Acerra, ricorda la diocesi sul sito, “c’è da rianimare la vita ecclesiale e da sostenere l’intera comunità tra le problematiche di un momento che richiede la difesa della dignità della persona. Attento fin dal primo momento alla vita e ai problemi di ogni giorno delle persone, l’azione più impegnativa per complessità e per durata è il contrasto alla camorra”.

Storica la marcia che negli 80’ porta migliaia di giovani ad Ottaviano, città del capo indiscusso Raffaele Cutolo. La diocesi ricorda ancora che don Riboldi disse “meglio ammazzato che scappato dalla camorra“, rispondendo alla mamma e al suo timore quando viveva sotto scorta. E ancora “‘in quel momento – dichiarò il presule in occasione dei suoi 90 anni celebrati nel 2013 nel Duomo di Acerra – mi sono sentito veramente di essere un vescovo, e ho capito cosa significava essere un prelato che deve amare la gente anche se non ricambiato, amare la Chiesa anche se non tutti ti capiscono'”.

Anche la vita diocesana riprende vigore grazie al carisma e all’impegno di monsignor Riboldi. La diocesi evidenzia come gli annuali convegni diocesani erano momenti forti di vita ecclesiale e grazie ai quali arrivavano ad Acerra illustri relatori tra cui il cardinale Carlo Maria Martini. “Lo stesso Riboldi ricordava spesso con sano orgoglio lo stupore che gli aveva confessato l’arcivescovo di Milano di fronte a tanta vitalità, nonostante le piccole dimensioni della diocesi”, si legge ancora sul sito della diocesi di Acerra.

Curioso e aperto alla modernità, Riboldi è stato uno dei primi vescovi a sbarcare su Internet nel 1997: fino a poco tempo fa le sue omelie arrivavano a centinaia di migliaia di persone. “Profondo, indelebile è il legame che unisce la Chiesa acerrana al suo ‘don Antonio’ – si legge ancora sul sito della diocesi – tanto da associare ancora oggi la città al nome del suo vescovo emerito. Legame rimasto tale anche dopo la rinuncia del presule all’esercizio episcopale per limiti di età nel dicembre del 1999, tanto da scegliere di rimanere a vivere in città continuando a celebrare Messa nella Chiesa dell’Annunziata, e da dichiarare più volte pubblicamente la volontà di essere seppellito in Cattedrale”.

Il vescovo Di Donna ricorda che “i nostri contatti erano costanti e fino a quando le forze glielo hanno consentito ha celebrato spesso la Messa domenicale in Cattedrale seguendo sempre con vivo interesse la vita della diocesi e chiamandomi personalmente nei momenti importanti di questa Chiesa locale”.


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