La miccia è esplosa  

Scritto da il 10 dicembre 2017

La miccia è esplosa

Scontri a Beirut (Afp)

Pubblicato il: 11/12/2017 12:29

Scontri, proteste, bandiere bruciate. A far ripiombare il Medio Oriente nel caos è stata la decisione del presidente Usa Donald Trump di riconoscere Gerusalemme come capitale di Israele. Una scelta che ha riacceso la miccia scatenando una nuova ondata di violenze con morti e feriti negli ultimi giorni a Gaza, in Cisgiordania e nella stessa Gerusalemme, e manifestazioni di protesta in diversi paesi.

Scontri si sono registrati da ultimo ieri in Libano davanti all’ambasciata americana a Beirut, dove le forze di sicurezza hanno fatto uso di gas lacrimogeni e cannoni ad acqua per disperdere i manifestanti. Centinaia di pro-palestinesi si sono radunati davanti alla sede diplomatica, situata ad Awkar, a nord di Beirut. Diverse persone sono rimaste ferite dal lancio di pietre e dai lacrimogeni. I manifestanti, con bandiere palestinesi e libanesi e indosso la kefia hanno scandito slogan contro Trump e bruciato ritratti del presidente americano.

Nei giorni scorsi al grido di ‘Gerusalemme è araba’, ‘Unità araba contro l’attacco sionista’, centinaia di persone sono scese in piazza al Cairo, davanti alla moschea di al-Azhar, al termine della preghiera del venerdì. Anche a Tunisi e in diverse altre zone della Tunisia si sono registrate proteste dopo l’annuncio di Trump. I manifestanti hanno sventolato bandiere palestinesi e portato immagini della moschea di al-Aqsa, il terzo luogo più sacro ai musulmani.

La Lega Araba ha annunciato nei giorni scorsi che chiederà al Consiglio di Sicurezza dell’Onu di adottare una risoluzione che respinga la decisione di Trump. Per Nabil Abu Rudeineh, portavoce del presidente dell’Autorità nazionale palestinese (Anp), Mahmoud Abbas, la decisione degli Usa apre una fase “molto critica” che richiede azioni “coraggiose” da parte araba e palestinese. Mentre da Bruxelles il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu torna a dire: “Gerusalemme è la capitale di Israele e nessuno lo può negare”.


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