Attentatore New York incriminato per terrorismo  

Scritto da il 11 dicembre 2017

Manhattan colpita al cuore

(Afp)

Pubblicato il: 12/12/2017 08:10

E’ successo di nuovo. Un attentato, fallito, al cuore di Manhattan fa tornare l’incubo terrorismo a New York. Il bilancio a fine giornata è di quattro persone lievemente ferite ma la paura resta in una città segnata per sempre dall’attentato alle Torri Gemelle.

L’esplosione in un sottopassaggio del terminal dei bus di Port Authority, tra la 42ma e l’Ottava, è avvenuta intorno alle 7.40. L’uomo che ha tentato di farsi saltare in aria è un bengalese di 27 anni. Si chiama Akayed Ullah ed è un elettricista che vive a Brooklyn. Ex tassista, si era trasferito negli Stati Uniti 7 anni fa.

Si è legato al corpo con del velcro un tubo bomba lungo circa 13 centimetri, l’ha nascosto sotto la giacca e ha tentato di farlo esplodere riuscendoci solo parzialmente. Voleva fare una strage. Port Authority è infatti il maggior terminal di autobus degli Stati Uniti, con un traffico di oltre 65 milioni di passeggeri all’anno.

L’attentatore, che si trova ora in ospedale per le ferite alle mani e all’addome riportate nell’esplosione da lui provocata, ha detto di aver agito per vendetta. “Stanno bombardando il mio Paese e io volevo danneggiare loro”, avrebbe dichiarato dal suo letto d’ospedale.

L’America ripiomba così nel terrore. Quello di ieri è solo l’ultimo di una serie di episodi che allarmano il Paese, come quello avvenuto meno di due mesi fa, il 31 ottobre scorso, quando un 29enne uzbeko ha lanciato un furgoncino sui pedoni e sui ciclisti a New York, provocando la morte di 8 persone. “Siamo obiettivo dei molti ai quali piace fare dichiarazioni contro la democrazia e la libertà”, ha detto ieri il governatore dello Stato Andrew Cuomo, che ha aggiunto: “Non permetteremo loro di distruggerci”.


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