Consip, Scafarto e Sessa sospesi per depistaggio  

Scritto da il 11 dicembre 2017

Consip, Scafarto e Sessa sospesi per depistaggio

(Fotogramma)

Pubblicato il: 12/12/2017 14:32

Il maggiore Gianpaolo Scafarto e il colonnello dei carabinieri Alessandro Sessa, entrambi indagati per depistaggio nell’ambito dell’inchiesta Consip, sono stati sospesi dal servizio. Il gip di Roma Gaspare Sturzo ha emesso una misura interdittiva di sospensione dalle funzioni per la durata di un anno alla luce delle nuove contestazioni.

Secondo il capo d’accusa “al fine di sviare l’indagine relativa all’accertamento degli autori mediati e immediati della violazione del segreto a favore dei vertici della società pubblica immutavano artificiosamente lo stato delle cose connesse al reato”.

In particolare Scafarto, che aveva subito il sequestro in data 10 maggio 2017 del proprio smartphone, secondo l’accusa, “al fine di accertare la natura del contenuto delle comunicazioni sia con gli altri militari impegnati nelle suddette indagini sia con estranei alle stesse, su richiesta e istigazione di Sessa e al fine di non rendere possibile ricostruire compiutamente le conversazioni intervenute con l’applicativo Whatsapp provvedeva a disinstallare dallo smartphone in uso a Sessa il suddetto applicativo; con l’aggravante di aver commesso il fatto mediante distruzione o alterazione di un oggetto da impiegare come oggetto di prova o comunque utile alla scoperta del reato o al suo accertamento”.

GIP: PERICOLO REITERAZIONE E INQUINAMENTO PROVE – Il gip di Roma sottolinea nel provvedimento come “la revoca della delega d’indagine del marzo 2017, fatto rarissimo, e le pesanti espressioni in essa contenute avrebbero dovuto consigliare ad entrambi gli indagati di agire in modo retto, probo e osservante dei propri doveri verso la legge e le istituzioni di riferimento e quelle di appartenenza. Invece, sembra essere stata proprio questa appartenenza l’occasione prossima per consumare altri delitti gravissimi per le finalità di depistaggio”.

Nel provvedimento si sottolinea inoltre “come oltre al tema del pericolo di reiterazione altrettanto grave è quello del pericolo di inquinamento probatorio“.

Nella misura interdittiva si spiega che la loro presenza in servizio, in un contesto di falsi e depistaggio, può danneggiare le indagini. “Sul punto – scrive ancora il gip – basta rileggere i messaggi scambiati tra Sessa e Scafarto come certe opzioni investigative, poi non adottate dai due, nei confronti dei superiori abbiano bisogno di un reale chiarimento oggettivo”.


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