Energia: verde e clean leva per crescita, ma serve cambio passo  

Scritto da il 11 dicembre 2017

Energia verde e clean è una leva per la crescitacrescita, ma serve cambio passo

(Foto dal profilo Twitter di Istud)

Pubblicato il: 12/12/2017 16:23

Nel prossimo ventennio, la popolazione aumenterà di 1,5 miliardi e il Pil crescerà del 50%. Nel 2050 la popolazione urbana raggiungerà il 66% della comunità mondiale. Le città attualmente contano oltre il 70% delle emissioni globali di gas serra legate all’energia. Serve un cambio di passo da parte degli attori della green economy. Partendo da un paradigma: che l’energia verde, che sia però anche clean e sostenibile, è una leva di crescita importantissima. Se ne è parlato oggi a Milano in occasione del workshop organizzato dalla Fondazione Istud insieme alla rappresentanza a Milano della commissione europea dal titolo ‘Future Energy. Future green‘ (che poi è anche il titolo di un libro di prossima pubblicazione edito da Mondadori, dal quale i lavori hanno preso le mosse)

“Siamo in una fase in cui anche l’Unione europea si è mossa con leggi, norme e direttive sulla sostenibilità che ci invitano – sottolinea Marella Caramazza, direttore generale fondazione Istud – a ripensare l’intero ciclo del prodotto e dunque tutte le imprese naturalmente devono o dovrebbero muoversi in questa direzione. Questo è un nuovo driver di cambiamento e di innovazione che certamente può generare molta ricchezza e posti di lavoro nelle nostre imprese. In Italia abbiamo delle grandissime eccellenze e credo sia necessario anche sviluppare le competenze perché i manager, cioè chi decide le politiche industriali e di investimento all’interno delle aziende, possano essere effettivamente capaci di cogliere queste grandissime opportunità”.

Per altro, fa notare Caramazza, “siamo in una fase in cui in Italia e in Europa c’è la possibilità di investire, ci sono delle risorse a disposizione e le imprese devono cogliere queste opportunità con competenze e con qualità e grandissima prospettiva e sguardo verso il futuro”.

In tutto questo serve, tra le imprese, “collaborazione”, che diventa un fattore “chiave: un’impresa da sola non credo possa cogliere tutte le opportunità. Si parla tanto di open innovation, di organizzazioni a rete e network, ma quello che va fatto è essere davvero disponibili a collaborare ed aprirsi nei confronti degli altri, che magari all’inizio possono apparire dei competitor ma poi sono dei grandi colleghi con cui fare pezzi di strada che ci possono portare molto più avanti”. (segue)


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