Etruria, Bankitalia: nessuna pressione per fusione con Bpvi  

Scritto da il 11 dicembre 2017

Etruria, Bankitalia: nessuna pressione per fusione con Bpvi

(Fotogramma)

Pubblicato il: 12/12/2017 12:09

La Banca d’Italia “non ha chiesto né incoraggiato né tanto meno favorito la Popolare di Vicenza ad acquisire Banca Etruria“. Lo ha ribadito Carmelo Barbagallo, capo della Vigilanza della Banca d’Italia, in audizione davanti alla Commissione di inchiesta sulle banche.

Inoltre, ha aggiunto, “in quel momento la Vigilanza non disponeva di elementi per contrastare a priori tale iniziativa che, se si fosse tramutata in istanza formale, sarebbe stata approfondita”.

VIGILANZA – In audizione Barbagallo ha rimarcato che “l’azione della Vigilanza è stata incalzante“. “Dal 2008 fino al commissariamento – ha spiegato – sono state condotte 18 ispezioni, equamente distribuite tra le quattro banche. E’ grazie ad esse che sono emersi i problemi sopra descritti. Ai primi esiti negativi di tali accertamenti la Vigilanza ha rafforzato i controlli”.

“I provvedimenti assunti sono stati di intensità crescente, in linea con la gravità dei problemi riscontrati. Sono stati utilizzati tutti gli strumenti a disposizione richiedendo piani di rafforzamento patrimoniale, il ricambio degli organi amministrativi e di controllo, l’aggregazione con altre banche. Le irregolarità sono state portate tempestivamente a conoscenza dell’Autorità Giudiziaria”, ha ricordato ancora Barbagallo.

CONSOB – Quanto alla collaborazione con la Consob, “si è svolta nell’alveo di una prassi generalizzata e degli accordi esistenti, che prevedono comunicazioni di sintesi dell’azione di Vigilanza” ha ribadito Barbagallo. L’autorità guidata da Giuseppe Vegas “ha avuto a disposizione, a partire dal protocollo del 2012, un flusso continuo di dati economici, patrimoniali e di rischiosità”.

CASINI – Le carte aggiuntive richieste dal senatore Augello alla Procura di Arezzo e relative a nuovi filoni di indagine su Banca Etruria verranno chieste dal presidente della Commissione d’inchiesta sulle banche, Pier Ferdinando Casini. A insistere in avvio dei lavori per l’intervento di quest’ultimo è stato lo stesso senatore, a seguito anche della polemica nata con il procuratore Rossi.


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