Artigianato: a Scandicci giovani creativi a confronto con pelletteria  

Scritto da il 12 dicembre 2017

A Scandicci giovani creativi a confronto con pelletteria

Pubblicato il: 13/12/2017 12:55

Giovani creativi a confronto con il mondo della pelletteria artigianale del distretto di Scandicci (Firenze). Si è concluso il lungo percorso del progetto LUX4G, un esempio interessante di alternanza scuola-lavoro che ha visto i ragazzi dell’attuale 5G Tecnologico Sistema Moda dell’Istituto Russell-Newton di Scandicci collaborare attivamente con l’azienda di pelletteria Sapaf Atelier 1954 per realizzare la collezione LUX4G. Una linea di borse e accessori artigianali che rileggono lo stile di Sapaf con un linguaggio vicino al pubblico più giovane.

I ragazzi sono stati guidati dalla docente Simona Ciardi e dal maestro artigiano Andrea Calistri, che ha reso disponibile il know how di una piccola-media impresa artigianale. Il percorso si è concluso con la donazione della collezione alla scuola da parte di Sapaf Atelier 1954, alla presenza di Sandro Fallani, sindaco di Scandicci, Diye Ndiaye, assessore all’Istruzione del Comune di Scandicci, Eugenio Giani, presidente del Consiglio regionale della Toscana, Caterina Debernardis, rappresentante Usr Toscana, Anna Maria Addabbo, dirigente dell’Istituto Russell Newton, Andrea Calistri, maestro artigiano titolare di Sapaf Atelier 1954, i ragazzi della classe 5G dell’Istituto Russell Newton.

L’incontro ha offerto l’occasione per aprire una finestra sul tema della formazione, dell’alternanza scuola-lavoro, della tutela del made in Italy e del ruolo delle nuove generazioni nel futuro del distretto di Scandicci e della Città Metropolitana di Firenze. Proprio su questo tema la ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Valeria Fedeli, che non è potuta essere presente di persona perché impegnata al Senato, ha incentrato il proprio messaggio.

“Credo che l’esperienza delle professioni artigiane – ha detto la ministra – in questo momento storico sia un’ottima metafora di quanto sta accadendo alla nostra società̀: la ricerca di un equilibrio, di una propria via, tra tradizione e innovazione. Siamo nel mezzo di una nuova rivoluzione industriale, in cui la tecnologia ha un impatto che marca una discontinuità̀ tale da rendere poco chiaro il percorso tanto delle nuove generazioni che si accingono ad entrare nel mondo del lavoro che di quelle che il lavoro lo conoscono bene”.

“Per non subire i cambiamenti, ma per poterli governare, occorre comprendere – prosegue il messaggio – ciò̀ che ci sta dinanzi per poterlo affrontare e gestire. E questo deve essere il primo compito che attribuiamo come sistema paese a scuola, università̀ e ricerca, investendo su di esse in termini strategici e finanziari. L’alternanza scuola-lavoro riavvicina due mondi che negli ultimi anni non hanno dialogato in modo così̀ efficace. Questi primi due anni hanno dimostrato che le nostre scuole stanno reagendo bene ma, perché́ l’alternanza realizzi quella rivoluzione didattica che rappresenta, ogni ragazza e ogni ragazzo ha diritto a un percorso formativo vero”.

“Siccome il successo dell’alternanza non può̀ che essere il risultato dell’impegno e del lavoro di tutte le parti coinvolte (studenti, docenti, dirigenti scolastici, imprese, strutture ospitanti, famiglie, parti sociali), abbiamo indetto per il 16 dicembre gli Stati generali dell’alternanza scuola-lavoro. Un momento di confronto che mette al centro gli studenti, coloro per cui l’alternanza è stata pensata, in cui analizzeremo ciò̀ che ancora non va e cosa invece sta funzionando con lo scopo di individuare soluzioni e misure di accompagnamento”, ha annunciato.

“Un grazie ai ragazzi che hanno portato avanti questa bellissima esperienza – ha detto Sandro Fallani, sindaco di Scandicci – in una delle aziende più importanti della nostra città. Noi siamo abituati a guardare sempre il ‘mezzo vuoto’, ma senza fare in alcun modo forzature dobbiamo essere consapevoli che vivete la vostra generazione, quella dei ragazzi che si stanno affacciando al bivio del dopo maturità, in un segmento economico profondamente diverso da quello dei vostri coetanei di altre città. Avete la fortuna di essere in un settore particolare come quello dell’alta moda e della pelletteria in cui il rapporto che c’è tra scuola e le imprese è accogliente. C’è un connubio molto forte”.

“Voi avete fatto un’esperienza concreta di vita professionale: in un settore come quello di Scandicci, se vi è piaciuto potete continuare. Quella è la strada. Il contesto è molto diverso rispetto a 25 anni fa, quando si diceva o studi o vai in pelletteria: ora il meccanismo è studia e poi vai in pelletteria. Adesso è necessaria una profonda conoscenza dei materiali, dei processi produttivi, dei trend e la grande bellezza delle nostre aziende è che da un territorio piccolo guardano al mondo. Se avete una passione a Scandicci è possibile farla crescere”, ha aggiunto.

“Un plauso alla ministra Fedeli – ha affermato Eugenio Giani, presidente del Consiglio regionale della Toscana – per l’impegno messo nel valorizzare nell’ambito della Buona scuola il progetto di alternanza scuola-lavoro. La Regione ha un ruolo importante: se la pubblica istruzione è statale, la formazione è materia regionale. E la strada giusta è quella che stiamo presentendo qua con la creazione di un rapporto molto diretto all’interno della flessibilità e della specificità del territorio. Spesso in Italia va avanti la cultura del rifiuto del lavoro manuale che è sbagliata. Quello che vi invito a fare è non pensare che il lavoro ‘eletto’ sia dietro una scrivania, quello in cui non ci si sporca le mani”.

“Dobbiamo recuperare il senso della ‘bottega’ che ritroviamo nell’arte (Michelangelo, Leonardo, Botticelli), nell’artigianato dell’Oltrarno, del commerciante di via Calzaiuoli. Questa esperienza dà questo senso: il banco di scuola che si avvicina al mondo del lavoro, prende le distanze da un’idea di scuola che trasmette un lavoro sclerotizzato. Credo che lo sviluppo del nostro Paese passi dal ritrovare quelle capacità imprenditoriali che negli anni ’60, ’70 e ’80 hanno fatto del made in Italy e del made in Tuscany una realtà affermata nel mondo”, ha ribadito.

“Come ufficio scolastico – ha spiegato Caterina Debernardis, rappresentante Usr Toscana – ci siamo posti il problema di supportare le scuole nei progetti di alternanza. La società oggi ci chiede una pratica riflessiva, un apprendimento riflessivo in cui i ragazzi devono far riferimento alle proprie conoscenze ma avere anche esperienze, sapersi rapportare con gli altri per affrontare di volta in volta problemi diversi. L’alternanza permette ai ragazzi di imparare a imparare”.

“Oggi i giovani – ha spiegato – devono avere la capacità di apprendere continuamente, prevedere quello che il mercato del lavoro chiederà: questo è possibile solo con questo tipo di sistema. L’alternanza ha permesso di aprire la scuola al territorio e ci rendiamo conto di quanto questa sinergia tra il mondo del lavoro e la scuola sia importante. Un dialogo che deve essere potenziato. Quest’anno l’alternanza va a regime e dev’essere sempre di qualità”.

“Il progetto – ha spiegato Anna Maria Addabbo, dirigente dell’Istituto Russell Newton – è nato due anni fa. Il Russell-Newton ha puntato sull’alternanza scuola-lavoro già prima che diventasse obbligo di legge e questo ha permesso di arrivare all’obbligatorietà avendo già tutta una serie di relazioni che hanno consentito di attuare progetti di eccellenza. Alla scuola arrivano proposte di tutti i tipi ed è responsabilità della scuola scegliere quali siano i progetti migliori per i ragazzi, maggiormente votati all’apertura del territorio. Questo progetto risponde alla missione che una scuola pubblica deve avere. I ragazzi hanno imparato tantissimo”.

“Il progetto – ha proseguito – nasce da ideazioni individuali: per arrivare dalla pluralità delle idee all’unicità del prodotto hanno imparato a lavorare in gruppo e ad avere a che fare con una committenza esterna e rispondere alle esigenze del mondo esterno. A questo si aggiungono le competenze specifiche del settore moda, animate dal contatto con l’azienda. Le competenze artigianali rese disponibili da Andrea Calistri sono state proprio un’osmosi tra scuola e territorio. Un progetto che ha rappresentato un valore formativo ma anche orientativo”.

“Ho avuto occasione di passare il mio stage estivo nell’azienda – ha detto Vittoria Pelacchi dando voce ai ragazzi della classe 5G dell’Istituto Russell Newton – ed è stata un’esperienza unica e interessante, in cui abbiamo potuto seguire tutto il processo produttivo della collezione, dalla scelta dei materiali, degli accessori fino alla sua confezione. Il fatto di vedere una nostra creazione prendere vita in questo modo ci ha reso molto orgogliosi. Un ringraziamento speciale va ad Andrea Calistri e a tutta la Sapaf che porta avanti un mestiere complicato e molto bello, e ai professori”.

“Ci si potrebbe chiedere perché una piccola azienda – ha detto Andrea Calistri, maestro artigiano titolare di Sapaf Atelier 1954 – decida di investire il proprio tempo in un progetto di questo tipo che non ha niente di immediato dal punto di vista aziendale. La risposta è nell’amore per il territorio e nel rapporto con la scuola Russell Newton. Non nascondo che ci siamo anche divertiti: per l’azienda è stata l’occasione di offrire qualcosa al territorio, per i ragazzi è stata un’esperienza di vita vera. Il progetto è durato due anni in cui abbiamo pensato in piena libertà”.

“Partendo dallo studio dell’azienda, delle sue tecniche, della sua storia di esportazione nel mondo abbiamo chiesto ai ragazzi – ha spiegato – di immaginare quello che avrebbero disegnato se fossero stati al mio posto: in sintesi, una collezione pensata dai Millennials per i Millennials. Ne è uscita fuori un’enormità di progetti che poi si sono concretizzati in una sola collezione realizzata e portata in giro per il mondo. Una collezione che riporta tracce della nostra storia e dettagli decisi con la classe che in questo modo ha rivestito il ruolo di ufficio stile. Oggi la doniamo alla scuola perché ne faccia tesoro per raccontare un progetto vero di scuola-impresa e per mostrare concretamente ai ragazzi come un’idea si trasforma in un prodotto simbolo del made in Italy”.

“Oltre alla bellezza – ha concluso Diye Ndiaye, assessore all’Istruzione del Comune di Scandicci – la serietà con cui è stato portato avanti tutto il percorso fa capire l’importanza di questa idea progettuale. L’alternanza scuola-lavoro oggi è messa molto in difficoltà: portare avanti un progetto serio significa creare un percorso che comprende seguire i ragazzi, farli sentire importanti, far capire a tutti che non si tratta solo di metterci ore di lavoro ma anche la passione e la serietà. A Scandicci l’amministrazione comunale lavora insieme alle imprese. C’è un territorio dietro a tutto questo percorso formativo. Abbiamo un rapporto di collaborazione con istituzioni presenti sul territorio, per aiutare ragazzi a non limitarsi a studiare la teoria ma ad andare a toccare con mano la realtà del lavoro. E questa realtà è serietà, dialogo, squadra, idea progettuale, collaborazione. Scandicci accompagnerà sempre i percorsi di alternanza scuola-lavoro”.


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