Biotestamento è legge  

Scritto da il 13 dicembre 2017

Biotestamento è legge Cosa cambia

(Fotogramma)

Pubblicato il: 14/12/2017 11:24

Dopo aver retto l’urto del voto segreto e l’esame degli emendamenti, la legge sul biotestamento è arrivata al traguardo. Il testo sulle Disposizioni anticipate di trattamento e in materia di consenso informato, già licenziato dalla Camera, è passato senza modifiche al Senato.

La legge è stata quindi approvata in via definitiva con 180 favorevoli, 71 contrari e sei astensioni. Al termine del voto finale, l’aula ha lungamente applaudito l’approvazione del provvedimento.

In Italia la legge sul biotestamento, dopo aver superato lo scoglio Camera è rimasta impantanata a Palazzo Madama a lungo ed è da tempo oggetto di polemiche e controversie politiche. Ma cosa prevede il testo della legge? Quali sono i doveri del medico? Cos’è il consenso informato? E le ‘Dat’?

IL CONSENSO INFORMATO – La legge sul testamento biologico è costituita da 6 articoli. L’articolo 1 tratta del consenso informato, stabilisce il diritto del paziente di rifiutare in tutto o in parte i trattamenti e di revocare il consenso. Nutrizione e idratazione artificiale sono da considerarsi “trattamenti sanitari”. Il medico può rifiutarsi di ‘staccare la spina’. Il medico – recita l’emendamento – è tenuto a rispettare la volontà espressa dal paziente di rifiutare il trattamento sanitario o di rinunciare al medesimo “e, in conseguenza di ciò, è esente da responsabilità civile o penale. Il paziente non può esigere trattamenti sanitari contrari a norme di legge, alla deontologia professionale o alle buone pratiche clinico assistenziali”.

Le strutture sanitarie devono dare piena attuazione alla legge e dovendo dare piena attuazione alla legge, e sono chiamate a trovare una ‘risposta attiva’, affinché la volontà del paziente sia rispettata. Inoltre l’articolo 1 bis tocca il tema della terapia del dolore, del divieto di ostinazione irragionevole nelle cure e della possibilità di ricorre alla sedazione palliativa profonda continua.

COSA E’ PREVISTO PER I MINORI? – L’articolo 2 analizza il tema dei minori o di persona incapace e chiarisce che la persona minore di 18 anni e la persona legalmente incapace o sottoposta ad amministrazione di sostegno, qualora quest’ultimo incarico preveda anche l’assistenza e la rappresentanza in ambito sanitario, ha diritto alla valorizzazione delle proprie capacità di comprensione e di decisione, ricevendo informazioni sulle scelte relative alla propria salute in modo consono alle sue capacità ed esprimendo la propria volontà. Il consenso informato è espresso dai genitori esercenti la responsabilità genitoriale o dal tutore o dall’amministratore di sostegno, tenuto conto della volontà della persona minore di età o legalmente incapace o sottoposta ad amministrazione di sostegno

COSA SONO LE DAT? – L’articolo 3 è relativo alle Dat, le disposizioni anticipate di trattamento. Ogni persona maggiorenne e capace di intendere e di volere, in previsione di una propria futura incapacità di autodeterminarsi può, attraverso disposizioni anticipate di trattamento, esprimere le proprie convinzioni in materia di trattamenti sanitari, indicando una persona di sua fiducia (il fiduciario) che lo rappresenti nelle relazioni con il medico e con le strutture sanitarie.

COME FUNZIONANO LE DAT? – Il medico è tenuto al pieno rispetto delle Dat le quali possono essere disattese, in tutto o in parte, dal medico, in accordo con il fiduciario, qualora sussistano motivate e documentabili possibilità, non prevedibili all’atto della sottoscrizione, di poter altrimenti conseguire concrete possibilità di miglioramento delle condizioni di vita. Nel caso in cui le Dat non indichino un fiduciario, si legge nel testo, vengono sentiti i familiari. Le Dat devono essere redatte in forma scritta, datate e sottoscritte davanti a un pubblico ufficiale, a un medico o a due testimoni. Con la medesima forma sono rinnovabili, modificabili e revocabili in ogni momento.

LE CURE SI POSSONO PIANIFICARE? – L’articolo 4 è dedicato alla pianificazione condivisa delle cure, rispetto all’evolversi delle conseguenze di una patologia cronica e invalidante o con prognosi infausta. Il personale sanitario è tenuto ad attenersi a quanto stabilito nella pianificazione delle cure qualora il paziente venga a trovarsi nella condizione di non poter esprimere il proprio consenso o in una condizione di incapacità. La pianificazione delle cure può essere aggiornata al progressivo evolversi della malattia su richiesta del paziente o su suggerimento del medico.

E CHI HA GIA’ DEPOSITATO UNA DICHIARAZIONE? – L’articolo 5 stabilisce che quanto previsto dalla legge sul biotestamento si applica anche alle dichiarazioni in merito già presentate e depositate. Infine, l’articolo 6 stabilisce che entro il mese di aprile, a partire dall’anno successivo all’entrata in vigore della legge, il ministero della Salute presenti al Parlamento una relazione sull’applicazione della norma.


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