“Per Marica e gli altri”, sciopero Ikea  

Scritto da il 13 dicembre 2017

Per Marica e gli altri, sciopero Ikea

(Fotogramma)

Pubblicato il: 14/12/2017 12:25

“Nelle ultime settimane in Ikea si sta assistendo ad una escalation di licenziamenti per futili motivi che non ha precedenti non solo in questa azienda, ma anche nella storia del nostro Paese. Di fronte a tali e tanti episodi che hanno visto licenziare i lavoratori non più ‘performanti’ la Flaica scende in campo. Domani i lavoratori Ikea di Anagnina e Porta di Roma sciopereranno per Marica, Filippo, Francesca, Claudio e per tutti quei lavoratori che oggi si sentono garantiti ma che potrebbero per un nonnulla finire tra le persone a rischio di licenziamento”. Lo annuncia Flaica in una nota.

“A ben guardare – spiega il segretario provinciale di Roma, Giancarlo Desiderati – forse dietro le motivazioni pretestuose tirate in ballo dal colosso svedese in realtà ci sono lavoratori con limitazioni lavorative, disabili e con figli invalidi che non sono più performanti secondo gli ‘standard Ikea’ e quindi probabilmente vanno eliminati dall’azienda. Ikea sta colpendo i lavoratori in difficoltà senza alcuna remora sul piano umano mettendo da parte anche i pronunciamenti dei tribunali”.

“Fra i numerosi licenziamenti arbitrari che hanno fatto notizia ci sono quelli di Marica, di Ikea Corsico, licenziata perché impossibilitata a rispettare orari assurdi imposti dall’azienda che non ha tenuto in nessun conto la sua condizione di madre di un figlio minore disabile; di Filippo, di Ikea Anagnina di Roma, invalido sotto tutele legge 104 con quattro figli e cardiopatico, licenziato dopo 18 anni di servizio solo per disguidi relativi alla presentazione di un certificato inviato tramite posta elettronica; di Francesca e Claudio, di Ikea Bari, licenziati per 5 minuti di pausa in più o per fantomatici cambi di organizzazione – spiega il sindacato – Sono solo alcuni esempi – aggiunge Desiderati – di una probabile strategia aziendale volta ad educare i lavoratori colpendone qualcuno come capro espiatorio e applicando il principio del ‘colpirne uno per ‘educarne’ cento'”.


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