Pm Tartaglia: “Da pezzi Stato mediazione occulta con boss mafia”  

Scritto da il 13 dicembre 2017

Pm Tartaglia: Da pezzi Stato mediazione occulta con boss mafia

L’aula bunker Ucciardone

Pubblicato il: 14/12/2017 12:43

“Una parte importante e trasversale delle istituzioni, spinta da esigenze personali e politiche, egoistiche, spinta da ambizione di potere contrabbandata per ragioni di stato, ha cercato il dialogo con l’organizzazione mafiosa, sottotraccia, in maniera clandestina, una mediazione occulta. E ha fatto questo non solo con la violazione delle regole, ma con dei risultati devastanti”. Inizia con queste parole la requisitoria del processo sulla trattativa tra Stato e mafia del pm Roberto Tartaglia, il più giovani del rappresentanti dell’accusa del processo che vede alla sbarra, tra gli altri l’ex Presidente del Senato Nicola Mancino, accusato di falsa testimonianza, ma anche il generale Mario Mori ed esponenti di Cosa nostra come Leoluca Bagarella, accusati di minaccia a corpo politico dello Stato. Presenti in aula, oltre al pm Tartaglia, anche i colleghi Nino Di Matteo, Francesco Del Bene e Vittorio Teresi. “I risultati di questa mediazione occulta – prosegue Tartaglia – sono stati la realizzazione dei desideri più antichi dei vertici di Cosa nostra nella fase che analizzeremo”.

“Quella Cosa nostra che cercava proprio quello – aggiunge il magistrato nell’avvio della requisitoria – che si muove con la violenza per cercare proprio quello, non la repressione ma la mediazione”. “I processo che oggi concludiamo con la requisitoria – dice ancora il pm Tartaglia – ha presentato delle peculiarità rilevanti, che lo hanno segnato e condizionato fin dalla fase delle indagini preliminari, che ne hanno anche segnato in qualche misura questa lunga attività di istruzione dibattimentale e che quindi si riflettono sulla nostra illustrazione conclusiva”.

“Da queste peculiarità vorremmo prendere l’avvio del nostro discorso – spiega il pm Roberto Tartaglia nella sua requisitoria – La prima importante peculiarità riguarda il suo oggetto, le sue imputazioni, così articolate e importanti. Questo processo, con tutti i limiti dell’azione giudiziaria, ha incrociato e incrocia e riguarda un punto importantissimo della storia che, già a partire dagli anni Ottanta e fino al ’92, ’93 e ’94 riguarda i rapporti che noi riteniamo che ci sono stati tra alcuni esponenti di vertici di Cosa nostra e alcuni esponenti delle istituzioni”.

“E’ una storia nella quale, al di là della retorica e di una linea della fermezza che è stata tante volte evocata dai protagonisti della vicenda e della retorica formale, secondo cui le istituzioni dello Stato combattono Cosa nostra sempre e comunque, al di là della retorica he dimostreremo essere stata tante volte tradita, la verità che è emersa è un’altra”, denuncia Roberto Tartaglia. Per il magistrato la mediazione tra pezzi dello Stato e Cosa nostra sarebbe stata avviata per “ammorbidire la linea dura dello Stato nella lotta a Cosa nostra” in cambio della fine della strategia stragista della mafia.


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