‘Rieccolo!’ in Parlamento, chi è pronto a tornare 

Scritto da il 16 dicembre 2017

'Rieccolo!' in Parlamento, chi è pronto a tornare

(Fotogramma)

Pubblicato il: 17/12/2017 15:44

Quella che partirà nel 2018 potrebbe essere la legislatura del ‘rieccolo!’, per prendere in prestito il nomignolo con cui Indro Montanelli salutava Amintore Fanfani. Superata la stagione della rottamazione, una schiera di vecchie conoscenze del palazzo, politici di lungo corso e Big anche della Prima repubblica hanno infatti puntato le ‘fiches’ sulle prossime elezioni, sperando nel ritorno in Parlamento.

Una prospettiva legittima, ma fino a qualche tempo fa davvero difficile da immaginare con la scena politica dominata dal 40enne Matteo Renzi e dal M5S in versione ‘Parlamento-scatoletta di tonno’. Il fenomeno, il ritorno dei volti noti alle elezioni, in realtà è ciclico. Dopo oltre 10 anni di ‘Porcellum’, oggi però la quota proporzionale introdotta dal ‘Rosatellum‘ e il ruolo restituito a partiti e coalizioni offre a tutti gli aspiranti Fanfani qualche chances in più.

Forse per questo i vecchi/nuovi candidati hanno iniziato da un po’ a bussare alle porte di quasi tutti i partiti. E con buone ragioni, perché sono diversi i big se non addirittura i leader dei principali schieramenti a essere volti notissimi che ritornano. A partire da Silvio Berlusconi, anche se il leader di Forza Italia è alle prese con la questione della decisione della Corte europea sulla sua candidabilità.

Restando al centrodestra, non è propriamente un ‘rieccolo’ ma è certamente un ritorno quello di Matteo Salvini, alla Camera già nel 2008 ma per solo un anno, prima di scegliere l’Europarlamento. Cambiando fronte, ma restando in territorio leader, Liberi e uguali riporterà in Parlamento, probabilmente alla Camera, Massimo D’Alema, dopo un turno ai box. L’ex premier non ritroverà tra gli scranni Walter Veltroni: un posto in Parlamento il Pd lo aveva offerto all’ex segretario, ma lui ha risposto “no, grazie”.

Però, per restare al partito guidato da Pietro Grasso, potrebbe rimettere piede alle Camera Antonio Bassolino, dove entrò da deputato la prima volta nell”87. E dello stesso gruppo parlamentare potrebbe far parte anche Antonio Di Pietro: celebre il suo ingresso in Senato, nel ’97, dopo aver sconfitto Giuliano Ferrara nel collegio ‘rossissimo’ del Mugello. Ironia della sorte (o della politica) con l’ex Pm di Mani Pulite, sempre per Leu, potrebbe esserci anche Bobo Craxi.

Tutti nomi che riportano agli anni d’oro del centrosinistra, tra Ulivo e Unione. Una sorta di richiamo cui il Pd non resta indifferente, visto che appare scontata una candidatura di Piero Fassino dopo il lavoro svolto come ‘mediatore’ di Renzi nel centrosinistra. Alleanza che, salvo colpi di scena clamorosi, conterà anche sulla lista +Europa e sulla presenza, lo ha annunciato lei stessa, di Emma Bonino.

Tra i cavalli di ritorno, Clemente Mastella, che ha appena (ri) lanciato l’Udeur 2. “Non coltiviamo né rancori né rivincite”, ha scritto il sindaco di Benevento sulla sua pagina Facebook pubblicando il nuovo logo del partito. E tra le vecchie conoscenze che hanno deciso, in vista delle elezioni, di scendere ancora in campo si può annoverare anche Antonio Ingroia.

L’ex magistrato, già candidato premier nel 2013 per Rivoluzione civile, ha lanciato la Lista del popolo, con un chiaro orizzonte politico: “L’attuazione integrale della Costituzione. In Parlamento nessuna forza politica, in 70 anni di Repubblica, lo ha fatto”. Dopo 10 anni di Purgatorio si preparano a tornare in Parlamento i Verdi in alleanza con il Pd. Una nemesi, visto che nel 2008 il voto utile invocato da Walter Veltroni contribuì di fatto a ‘farli fuori’. Incrociano le dita con il leader Angelo Bonelli, già capogruppo alla Camera negli anni del governo Prodi.

Ma il Sole che ride ha diversi ‘cavalli di razza’ su cui puntare, come Marco Boato, attuale responsabile Giustizia del partito, titolare del record del discorso più lungo mai tenuto alla Camera: 18 ore e 5 minuti nell”81 per argomentare il suo no alla proroga di un anno del fermo di polizia previsto dal Dl Cossiga. Oppure Sauro Turroni, il responsabile Territorio, che ha già fatto un giro sia alla Camera che al Senato a partire dal ’92.

L’area di centro, che guarda un po’ a destra e un po’ a sinistra, è tra le più attive in questa fase pre elettorale. Al centrodestra da un po’ di tempo mandano segnali uomini come Raffaele Lombardo, già governatore siciliano e fondatore del Movimento per le autonomie, o Giuseppe Gargani, deputato Dc nel ’72, poi in Forza Italia ed eurodeputato, tra le altre cose.

Dall’altra parte, invece, si è affacciato un gruppo di ex Dc già attivi nella prima Repubblica. Angelo Sanza, eletto per la prima volta nel ’72 con la Dc, era tra gli ideologi di Campo progressista. Fino al passo indietro dell’ex sindaco di Milano una candidatura per lui tra gli arancioni era data per certa.

Agli ultimi eventi organizzati nell’area della sinistra e del centrosinistra, invece, in molti hanno notato la presenza di Marco Follini. L’ex segretario Udc, vice premier di Silvio Berlusconi, era alla presentazione del libro di Walter Veltroni con Paolo Gentiloni e anche a un convegno della sinistra ex Dc. In questo caso in buona compagnia: c’erano infatti anche Enzo Carra e Giorgio Merlo, che da un po’ tengono d’occhio quell’area in contatto con Mdp, a caccia di volti moderati in vista della composizione delle liste.


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