Tour dei cattivi per Antonio Razzi 

Scritto da il 16 dicembre 2017

Tour dei cattivi per Antonio Razzi

Antonio Razzi (Fotogramma)

Pubblicato il: 17/12/2017 12:36

Nel mondo della pace ‘fredda’, accanto a diplomazie, Ong, volontari, chiese e missionari, al Senato, dove Pietro Grasso ha appena ‘svelato’ il ‘Guernica’ di Picasso, monito perenne contro la guerra, lui si appresta a salutare il Palazzo dove ha spiazzato tutti andando a dare del tu ai ‘cattivi’ della Terra: Antonio Razzi è in modalità ‘fine legislatura’. E l’operaio tessile di Giuliano Teatino, 71 anni il prossimo febbraio, eletto nella circoscrizione Europa, con l’Adnkronos, medita, come tutti, sul suo futuro.

Se mi ricandido? Deciderà Lui…“. Il riferimento è a Silvio Berlusconi, e la luce negli occhi e il tono della voce rendono ‘somaticamente’ chiaro che il pronome ‘veste’ maiuscolo. “Io gli ho dato la mia disponibilità, ma sta al Presidente valutare”. Lui, comunque, ci scherza su (ma fino a che punto?): “Male che vada farò l’ambasciatore auto-didatta della pace nel mondo”.

Una sfida che si allarga anche al Sudamerica, dopo l’Asia e il Medioriente. “Ho chiesto di essere ricevuto dal presidente venezuelano Nicolas Maduro“. Eccone un altro, verrebbe da dire, e il senatore abruzzese non si scompone: “Ma possiamo lasciare soli 130mila italiani residenti? Io penso che sia giusto muoversi. Sono in contatto con le autorità e, insomma…”. Insomma? “Beh, sì, questa missione s’ha da fare e penso che ci siano buone possibilità per l’anno prossimo”. Non dice di più, ma fa capire che un altro tassello del suo personale mosaico para-diplomatico potrebbe andare a posto.

Se questa è la notizia vera, un’altra è che quest’anno non tornerà a trovare a Natale il dittatore nordcoreano Kim Jong un. “Anch’io ho una famiglia”, concede, anche se rivendica punto per punto la sua linea pacifista contro tutto e contro tutti: “Ma guardate che quelli non la vogliono la guerra… Kim, fosse per lui, farebbe pure una federazione con la Corea del sud“. Magari alle condizioni sue…

“Guardi – ribatte – io gliel’ho detto quando ha lanciato uno dei missili, proprio in coincidenza con la visita di Papa Francesco a Seul: ‘Kim, ma che combini? Ma ti pare che fai i test con il Papa che arriva in Corea del Sud?. Lui mi dice che era programmata da tempo e ormai non si poteva fermare”.

E questo non la preoccupa ancora di più? “Mah, -replica Razzi- a volte la pace si costruisce più che con i trattati, con una battuta che sdrammatizza: diciamo, e gliel’ho detto, che ha voluto festeggiare l’arrivo del Pontefice con… i fuochi d’artificio. In realtà, in Corea del Nord, forse non tutti lo sanno, ci son ben due chiese cattoliche…”.

Razzi non demorde, insomma. Dalla Siria di Assad, alla Nordcorea di Kim, fino al Venezuela di Maduro, nulla sembra scalfire il suo ottimismo. “Lo faccio perché sento questa vocazione, è un mandato che ho nel cuore. E qui dentro in molti l’hanno capito. Oddio, da palazzo Chigi o dalla Farnesina nessuno risponde alle relazioni che mando al ritorno da ogni viaggio. Però, oltre al Presidente Berlusconi, Pier Ferdinando Casini, persino Giorgio Napolitano mi parla…”.

Anche l’ex Capo dello Stato? “Sì anche lui, il presidente emerito che non rispondeva alle mie lettere con cui gli mandavo i saluti di un rappresentante del governo nordcoreano che aveva fatto la scuola a Mosca. Beh, ora anche lui mi risponde (gli uffici non gli hanno, pare, fatto vedere le mie lettere), e mi chiede come stanno le cose laggiù…”.

Bilancio di fine ‘anno scolastico’, insomma, anche per il senatore che sogna un ruolo di mediatore informale tra i Grandi della terra. In uno scacchiere internazionale completamente impazzito, lui non dispera di fare il colpo grosso e salvare il mondo. E salvare magari anche il centrodestra dalle scosse tra Berlusconi e Salvini… “Salvini l’ho fatto andare d’accordo anche con Kim, quando è venuto con me laggiù. Come ho fatto? Beh, di cosa è segretario lui?”. Della Lega. “No – replica Razzi – l’ho presentato come segretario della Lega ‘Nord’. E questa cosa, a Kim, è piaciuta molto…”.


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