Elio e le Storie Tese, il linguista: “Maestri di turpiloquio”  

Scritto da il 18 dicembre 2017

Elio e le Storie Tese, il linguista: Maestri di turpiloquio

Pubblicato il: 19/12/2017 16:47

Mentre la partecipazione al festival di Sanremo di Elio e Le Storie Tese rallenta solo lo scioglimento della band, dopo 37 anni di successi le loro ironiche provocazioni sono ora passate al setaccio dal linguista Vito Tartamella, uno dei pochi esperti al mondo di parolacce. “Per un linguista, studiare le parolacce di Elio e le Storie Tese è come per un bambino entrare in un negozio di giocattoli: non uscirebbe mai”, scandisce Tartamella che ha appena pubblicato sul suo blog parolacce.org un’analisi dettagliata dell’uso delle parolacce fatto dagli Elii, e, intervistato dall’Adnkronos, li definisce “maestri di musica e di turpiloquio“. “L’incisività dei suoni di alcune parolacce riesce ad arricchire l’efficacia dei loro testi”, osserva.

Tartamella, che affronta da anni in maniera rigorosamente scientifica il tema del turpiloquio declinato in ogni sua forma, le ha studiate tutte le 162 canzoni degli Elii, realizzando “il primo censimento ragionato delle loro volgarità“. “Passare in rassegna il loro turpiloquio -spiega- mi ha fatto entrare nei gangli del loro mondo artistico, popolato di personaggi fantastici (l’orsetto ricchione, Supergiovane, Shpalman), piccoli trattati sociologici (‘Fossi figo’, ‘La follia della donna’) e psicologici (‘Cara ti amo’ e ‘Servi della gleba’), parodie (‘Burattino senza fichi’)”.

Un mondo, è l’analisi dell’esperto, “raccontato con un caleidoscopio di invenzioni linguistiche: neologismi(craccracriccrecr, namalagamba, olfare, fenderi), arcaismi (ignudi, energumeni, capinere), termini scientifici (anellide, meato, benzodiazepine), forestierismi (inglese, ma anche bulgaro, turco e singalese), espressioni gergali (paciugo, uollano). E parolacce, tante parolacce“. “Ne ho contate 54 diverse, che ricorrono 219 volte, ma può darsi che alcune mi siano sfuggite” avverte il linguista autore nel 2006 del saggio ‘Parolacce’ che ha ormai raggiunto cinque edizioni ed è diventato anche un e-book.

Taratamella ritiene che nessun artista “abbia saccheggiato il dizionario scurrile con tanta padronanza e fantasia, attingendo da espressioni colloquiali, gergo giovanile, dialetti (dal milanese al siciliano). E reinventandoli con nuove storpiature”. Eppure, sottolinea nell’analisi sul suo blog parolacce.com, “nessuna di queste parolacce è buttata lì solo per fare scandalo: anzi, ha un ruolo preciso nella narrazione delle loro storie”.

Ripercorrere le loro volgarità, segnala ancora Tartamella “è il modo migliore per celebrare il loro scioglimento piegandosi dal ridere”. Il linguista ha approfondito le volgarità degli Elii direttamente con uno degli autori, Rocco Tanica. “Abbiamo passato un pomeriggio a parlare del loro lato scurrile”, un pomeriggio che Tartamella ha tradotto in una “frizzante videointervista” pubblicata sul suo blog.


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