Visco: “Renzi mi chiese di Etruria, non risposi”  

Scritto da il 18 dicembre 2017

Visco: Renzi mi chiese di Etruria, non risposi

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Pubblicato il: 19/12/2017 11:58

“Non risposi quando, al terzo incontro che ho avuto con Renzi, questo mi chiese perché la Popolare di Vicenza si voleva comprare Banca Etruria”. Lo ha detto il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, rispondendo al presidente della Commissione di inchiesta sulle banche, Pier Ferdinando Casini.

Quanto all’allora ministra Maria Elena Boschi, durante gli incontri con il vice direttore generale di Bankitalia Fabio Panetta, “non fece una richiesta di interventi particolari né di informazioni sensibili”, ribadendo “la fiducia per l’operato di Bankitalia” e manifestando “dispiacere e preoccupazione per le conseguenze che la crisi della banca potesse avere per il territorio”.

Il governatore affronta poi a 360 gradi la questione della gestione e della vigilanza sul sistema bancario.

“MAI DETTO CHE ANDAVA TUTTO BENE” – La Banca d’Italia, ha affermato Visco, aveva avvertito che il sistema creditizio “stava subendo i contraccolpi di due forti recessioni in tre anni e che la qualità del credito stava peggiorando”. Non è quindi “vero che avrebbe sempre detto che andava tutto bene, sottovalutando la situazione”.

“MALA GESTIO” – “La mala gestio di alcune banche, comunque, c’è stata – ha evidenziato il governatore – e l’abbiamo più volte sottolineato; le gravissime condizioni dell’economia hanno fatto esplodere le situazioni patologiche”. “La gestione tanto dei casi di difficoltà quanto degli episodi di crisi è stata portata avanti in un quadro regolamentare che andava mutando drasticamente, sia sul fronte della vigilanza sia su quello della risoluzione delle crisi bancarie”, ha rilevato Visco. Secondo il governatore, “numerose scelte tecniche assunte in sede europea sono state condizionate dall’orientamento di Paesi che erano intervenuti massicciamente con fondi pubblici per sostenere sistemi bancari duramente colpiti dalla crisi finanziaria globale. In un contesto macroeconomico particolarmente sfavorevole, queste scelte non hanno giovato alla rapidità e all’efficacia della gestione delle crisi bancarie nel nostro Paese”.

“MAI PRESSIONI PER FAVORIRE BPVI” – Inoltre, ha scandito il governatore, la Banca d’Italia “non ha mai fatto pressioni su nessuno per favorire la Banca Popolare di Vicenza o sollecitarne un intervento”.

“Non ho mai fatto pressioni, né date indicazioni – ha ribadito – Abbiamo solo recepito l’interesse” di Banca Popolare di Vicenza su Banca Etruria. “Dopo la mia richiesta di cercare un partner adeguato per l’aggregazione, ne erano stati trovati due, di cui uno di queste – ha ricordato Visco – era Banca Etruria. Questo è stato formalmente comunicato alla Vigilanza”.


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