Intesa Sanpaolo, 9mila lavoratori in uscita  

Scritto da il 20 dicembre 2017

Intesa Sanpaolo, 9mila lavoratori in uscita

Pubblicato il: 21/12/2017 11:27

Intesa Sanpaolo ha raggiunto con le organizzazioni sindacali un accordo sugli esuberi, sulle uscite volontarie e sulle nuove assunzioni. Un accordo che prevede l’uscita volontaria di 9mila persone e l’assunzione di 1.550 giovani e che dovrebbe garantire risparmi nelle spese del personale complessivamente di circa 675 milioni di euro annui a regime, ossia dal 2021. L’intesa segue quanto già concordato dopo l’acquisizione dei rami di attività delle ex banche venete e prevede la disponibilità della banca ad accogliere tutte le domande di uscite volontarie pervenute, presentate da circa 7.500 persone nell’ambito del Fondo di Solidarietà con le ultime uscite previste entro il 30 giugno 2020, a procedere a mille nuove assunzioni a tempo indeterminato e a 500 nuovi inserimenti con contratto misto, ossia contratto combinato tra rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato part time e rapporto di lavoro autonomo in capo alla stessa persona, per svolgere attività di consulente finanziario.

Le uscite volontarie complessive saranno pari a circa 9mila persone, di cui 1.500 provenienti da Intesa Sanpaolo che hanno già maturato i requisiti pensionistici entro fine 2018, mille provenienti dalle ex banche venete e 3mila da Intesa Sanpaolo nell’ambito del Fondo di Solidarietà entro il 30 giugno 2019 e 3.500 provenienti da Intesa Sanpaolo nell’ambito del Fondo di Solidarietà entro il 30 giugno 2020. L’accordo con raggiunto fra Intesa Sanpaolo e i sindacati sulle uscite e le assunzioni “è un passo molto importante in vista del piano industriale che verrà presentato agli inizi del nuovo anno: le sfide che abbiamo di fronte sono di notevole complessità, siamo convinti che, nell’affrontarle, Intesa Sanpaolo si confermerà tra le migliori banche in Europa”, ha commentato il consigliere delegato e ceo di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina.

Il differimento delle uscite fino al 30 giugno 2020 e la riduzione della permanenza media nel Fondo di Solidarietà, si spiega dalla banca, “consentono di ottimizzare gli oneri per le uscite volontarie previsti a carico del gruppo Intesa Sanpaolo da contabilizzare nel quarto trimestre 2017, che ammontano a circa 45 milioni di euro al netto delle imposte”. Le assunzioni si vanno ad aggiungere alle 150 già concordate con i sindacati il primo febbraio 2017 e alle circa 100 assunzioni a tempo indeterminato rivolte ai tempi determinati in servizio nei rami di attività delle ex banche venete al 25 giugno 2017.


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