Trapianti, 2017 anno record  

Scritto da il 21 dicembre 2017

Trapianti, 2017 anno record

(Fotogramma)

Pubblicato il: 22/12/2017 13:32

2017 anno molto positivo per trapianti e donazioni d’organo Italia. Secondo i dati preliminari del Centro nazionale trapianti, aggiornati al 30 novembre 2017 e presentati alla stampa oggi a Roma, si tratterebbe di una crescita mai registrata nel nostro Paese e che coinvolge sia la fase di donazione – con una media di 28 donatori per milione di abitanti (35 al Nord) – sia gli interventi eseguiti, che potrebbero arrivare entro la fine dell’anno a poco meno di 4 mila. Numeri che pongono la Penisola nettamente al di sopra la media europea, seconda solo alla Spagna. A beneficiare di questi dati sono i pazienti in lista di attesa che, per il secondo anno consecutivo, registrano un calo.

“Per le donazioni il dato di 35 donatori per milione di abitanti del Centro Nord è di grande importanza – spiega all’AdnKronos Salute Alessandro Nanni Costa, presidente de Cnt, alla presentazione dell’attività trapiantolontologica italiana – perché vuol dire che nell’area Centro Nord noi abbiamo un modello che ha raggiunto risultati finora ottenuti solo dal modello spagnolo e che sono tra i migliori al mondo. Anche nell’area Centro Sud, però, dove le donazioni sono 20 per milione di abitanti, il dato è cresciuto molto e siamo comunque sopra le medie europee. Sono dati significativi che danno indice di una crescita complessiva del sistema”.

Altro trend chiave dell’anno, continua Nanni Costa, “è l’aumento dei donatori ‘a cuore fermo’, che numericamente sono pochi (una sessantina), ma sono fortemente in crescita: è il secondo anno in cui raddoppiano. Quindi si tratta di una tecnologia che andrà avanti e che rappresenta il futuro per i trapianti”. Fra gli altri dati positivi dell’anno che sta per finire, anche il fatto che l’80% dei pazienti in lista d’attesa ha ricevuto un organo. “Cresce anche l’età dei donatori e dei riceventi e i risultati si mantengano su elevati livelli”, aggiunge il numero uno del Cnt, ricordando che le liste d’attesa di fegato e cuore “si stiano allungando. E anche questo, al contrario di quello che si potrebbe pensare, è un buon dato perché vuol dire che i pazienti vivono di più grazie alle cure oggi possibili, anche in situazioni critiche che necessitano di trapianto”.


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