Trovato corpo in un burrone: è Sofiya?  

Scritto da il 25 dicembre 2017

Trovato corpo in un burrone: è Sofiya?

Pubblicato il: 26/12/2017 09:36

Potrebbe essere di Sofiya Melnyk, la 43enne ucraina sparita nel nulla il 17 novembre scorso, il corpo di donna in stato avanzato di decomposizione che due giorni fa è stato rinvenuto in una scarpata dai vigili del fuoco, nella strada che da Romano d’Ezzellino porta a Cima del Grappa, nella provincia di Vicenza. Poco dopo le ore 13, i vigili del fuoco sono intervenuti su richiesta dei carabinieri al terzo tornate della provinciale Cadorna, per il recupero di una salma. Le squadre intervenute da Bassano e Vicenza con l’autoscala e gli operatori SAF (speleo alpino fluviali) hanno recuperato il corpo in stato avanzato di decomposizione.

La salma si trovava in un dirupo spesso utilizzato come discarica. Sul posto anche i carabinieri. Le operazioni di recupero sono terminate dopo circa tre ore. Gelosie, passioni e una vita complicata. Sin dal principio la scomparsa di Sofiya ha assunto i contorni di un giallo con protagonisti un medico innamoratissimo, il compagno Pascal e l’amante di vecchia data. Quando quest’ultimo ha denunciato in caserma la scomparsa della bella Sofiya ci ha trovato gli altri due. Tre uomini distrutti per l’improvvisa sparizione della 43enne ucraina, mistero di cui si è occupato anche ‘Chi l’ha visto?’.

Di lei non si sa più niente dal quel giorno in cui il suo convivente le scriveva un sms: “Dove sei?”. Era il 17 novembre scorso. Meno di 10 giorni dopo il suo compagno di una vita, da 16 anni, scrive la Tribuna di Treviso, si impicca nella loro casa di via Jona a Cornuda nel trevigiano. Sofiya aveva vissuto per anni due storie in parallelo. Dal 2009 quella con un geologo emiliano che, scrive la Tribuna di Treviso, le aveva anticipato i soldi per la casa, e quella con il suo compagno Pascal. Un equilibrio difficile, spezzato in poco meno di un mese dall’incontro con il medico trevigiano. Una storia importante per cui, secondo quanto sostiene un’amica, avrebbe potuto anche lasciare gli altri due.

Per ora si sa poco, pochissimo. A fine mese è stata ritrovata la sua auto in un parcheggio nel trevigiano, ma di lei nessuna traccia. Oltre agli esami sull’auto, a risolvere questo mistero, oltre all’autopsia e agli esami del Dna, potrebbe essere l’analisi dei computer, telefonini e tablet, ritrovati nella sua villetta.


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