Ius soli, i mal di pancia nel Pd  

Scritto da il 26 dicembre 2017

Ius soli, i mal di pancia nel Pd

Pubblicato il: 27/12/2017 13:05

Ius soli affossato: nel Pd c’è chi non si arrende. E spera in uno scatto di reni. Tra questi, il senatore Luigi Manconi, presidente della Commissione per i diritti umani, secondo il quale se lo Ius soli è stato affossato la responsabilità è (anche) del Pd: “Attribuisco la colpa – ha detto Manconi intervenuto questa mattina a Radio anch’io – per un verso alla destra, che ha mobilitato la paura manipolandola e presentando questo provvedimento sacrosanto e saggio come una misura che puntasse ad attribuire la cittadinanza italiana a coloro che sbarcano quotidianamente sulle nostre coste, il che rappresenta un falso clamoroso”. “E per un altro verso – aggiunge Manconi – al Pd perché quei 29 senatori assenti dicono che il Pd non ci credeva abbastanza.

Per Manconi il dato politico è inequivocabile: “Lo dico con tranquillità e con dolore, visto che il Pd è il mio partito. La cittadinanza di cui parliamo riguarda i bambini che nascono in Italia da genitori stranieri residenti regolarmente. Il compito della politica deve essere quello di spiegare, motivare”. “Ben sei ministri dell’interno hanno sottoscritto un documento in cui si dice che la riforma della cittadinanza è un contributo prezioso alla sicurezza collettiva. L’epilogo di questa vicenda oscilla tra il grottesco e l’indegno”, ha detto.

Manconi ha poi lanciato un appello al presidente della Repubblica Sergio Mattarella affinché prolunghi la legislatura per approvare la legge: “Ma chi l’ha detto, che si debba votare il 4 marzo? E chi ha stabilito che le Camere si sciolgano tra 24 o, al più, 48 ore? Lo sostengono tutti ed è l’ipotesi più probabile, ma a tutt’oggi – alle ore 13 di mercoledì 27 dicembre – il solo ed esclusivo titolare del potere di sciogliere le Camere, ovvero il Presidente Sergio Mattarella, non si è ancora pronunciato”, ha affermato in una nota.

“È a lui che mi rivolgo, con il massimo rispetto e con la massima considerazione per il suo altissimo ruolo, ma anche con la fiducia che si deve a un galantuomo del quale è nota la rettitudine intellettuale e la sensibilità sociale – aggiunge il senatore dem -. So che il capo dello Stato ha letto il messaggio inviatogli da ‘Movimento italiani senza cittadinanza’, una splendida pagina di letteratura civile. E sono sicuro che vi avrà militato. Il senso di quella lettera corrisponde esattamente al mio sentimento e al mio pensiero: il tempo c’è. Basta volerlo. Sarebbe un modo intelligente per recuperare l’onore di un Senato che ha voluto un epilogo assai poco dignitoso della vicenda dello Ius soli e culturae”.

“Il mancato numero legale, lo scorso 23 dicembre, va interpretato o come manifestazione di infingardaggine (fuga per le vacanze, irresponsabilità politica, indifferenza morale) o come espressione di meschino calcolo politico (ostilità verso una legge sacrosanta). In ogni caso, un’autentica figuraccia per il centrosinistra e una truce vittoria per quegli imprenditori politici dell’odio che, come la Lega, hanno paura delle legittime aspettative di bambini e adolescenti”.

“E, tuttavia, la discussione sulla legge è iniziata. Dunque, per quale ragione al mondo non deve continuare? Dipende in primo luogo dal Capo dello Stato e dal Presidente del Consiglio che, esattamente dieci giorni fa, conveniva con me sull’importanza di approvare “entro questa legislatura” una normativa così equa e saggia. Ripeto: il tempo c’è e va ricordato che, il 23 dicembre, mancato il numero legale, il Senato ha deciso di riconvocarsi per il 9 gennaio, dopo una pausa di ben 16 giorni. Basterebbe prolungare la legislatura di un paio di settimane e prevedere il voto – che so? – per il 18 marzo: e si avrebbe così la possibilità e l’agio di discutere una legge tanto essenziale e lungimirante”, conclude il senatore.

Ma Manconi non è l’unico del Pd a non arrendersi: “Non può e non deve finire così”, dice Gianni Cuperlo. “Con una conclusione che mortifica le ragioni del diritto e della democrazia. Quegli scranni vuoti al Senato nell’ultimo giorno utile, la fuga dei senatori 5 Stelle, quel brindisi leghista, il dispiacere profondo per quelle assenze di parlamentari del Pd, sono una immagine da cancellare. Per la loro sensibilità a questa battaglia io dico che adesso è il momento giusto perché il capo del governo e il segretario del partito democratico chiedano al presidente Mattarella di prolungare la legislatura di pochi giorni”. Secondo Cuperlo questa mossa “consentirebbe di riconvocare l’Aula di Palazzo Madama alla ripresa così da poter discutere e votare una legge giusta e di civiltà. Una legge attesa da 800.000 ragazze e ragazzi che rischiamo di mortificare e deludere ancora una volta”.


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