Perde tutto, ingrana la retromarcia e ‘sfonda’ la banca  

Scritto da il 26 dicembre 2017

Perde tutto, ingrana la retromarcia e 'sfonda' la banca

Foto di Sergio del Coordinamento ‘Don Enrico Torta’

Pubblicato il: 27/12/2017 17:35

La vita con lui non è stata clemente. Arrivato in Italia per lavorare dalla Romania, è caduto da un’impalcatura. Ora si muove solo con le stampelle, non è autonomo e i soldi dell’assicurazione, quel piccolo tesoretto, quei 100mila euro dell’indennità per l’incidente sul lavoro, sono finiti in azioni di Veneto Banca. “In pratica sono spariti, volatilizzati” dice all’AdnKronos Sergio del Coordinamento ‘Don Enrico Torta’ che ci racconta come è andata. “Stiamo manifestando dalla vigilia di Natale insieme a questo signore di 59 anni davanti all’istituto di credito perché siamo finiti tutti male, ma la sua situazione è particolarmente drammatica perché disabile – spiega, precisando che continueranno a protestare a oltranza -. A un certo punto ha perso la pazienza e ha ingranato la retromarcia, finendo in mezzo alle due colonne di fronte alla porta della ex sede della banca a Montebelluna nel trevigiano. E’ sceso, poi, e ha pensato anche di dar fuoco alla porta, usando qualche cartone e casse di legno del mercato lì vicino, ma è stato bloccato sia dalle forze dell’ordine che da noi”.

Gesti dettati dalla disperazione. “E’ sposato, ha una moglie e due figli. Non è un senzatetto, ha una casa, ma quei soldi gli servono” aggiunge Sergio che, pur avendo perso tutto anche lui, trova la forza di aiutare gli altri. “Ho investito tutti i miei risparmi lì – rivela -, i soldi di un’eredità insieme alla liquidazione e gli euro, risparmiati lavorando come capotreno. Guardi, mi vergogno a dirlo, ma per il matrimonio di mia figlia, se non mi avessero aiutato, non avrei neanche potuto pagarle il pranzo”. Storie di una normalità tragica. Tra i tanti nomi c’è quello di Flora, poliomelitica con un’invalidità all’80%. La sua storia comincia nel 2010. “Ho investito, così, i miei 40mila euro. Sono stata mal consigliata – dice all’Adnkronos -, ma quando anni dopo ho chiesto di riaverli indietro per aiutare mia sorella, che era in difficoltà, mi sono trovata con un pugno di mosche in mano”. Ora si trova a dover spendere altri soldi, “i pochi che ci restano”, per tentare di “riaverli indietro”. “Ma non mi fermo, sono pronta a fare di tutto per riottenere quello che è nostro: non sono sola, ma con me c’è mio marito” conclude senza nascondere che con l’età “c’è anche un’altra battaglia da affrontare: quella con i sintomi della mia malattia”.


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