Lirica: Chailly ‘trova’ versione inedita di ‘Andrea Chénier’  

Scritto da il 27 dicembre 2017

Riccardo Chailly 'trova' una versione sconosciuta di 'Andrea Chénier'

Il maestro Riccardo Chailly

Pubblicato il: 28/12/2017 14:40

Non sono ancora concluse le recite di ‘Andrea Chénier’, l’opera che con la direzione di Riccardo Chailly ha inaugurato il 7 dicembre scorso la stagione 2018 della Scala di Milano, che spunta una versione sconosciuta dell’opera di Umberto Giordano. La ‘scoperta’ è dello stesso Chailly, che ha individuato “alcune modifiche rispetto alla versione di tradizione” che “mi hanno fatto letteralmente sobbalzare”, come lui stesso ha dichiarato, in uno spartito pubblicato da Sonzogno nello stesso anno della prima rappresentazione, avvenuta alla Scala il 28 marzo 1896.

Uno spartito che Chailly ha ricevuto in dono dagli eredi di Victor de Sabata, suo predecessore alla Scala come direttore musicale. La nuova fonte, con copertina rossa e titolo in oro (nella foto), reca la data ‘Milano 1896’ e contiene una versione non corrispondente con la partitura d’uso, ma forse eseguita per il debutto dell’opera e poi dimenticata. Chailly ha individuato e analizzato le differenze in esclusiva per il numero di gennaio del mensile ‘Classic Voice’.

Tra le varianti, poi soppresse dalla tradizione esecutiva successiva, il finale dell’opera senza il retorico grido finale dei protagonisti, 40 battute del monologo di Gérard, che per la prima volta mettono a fuoco il carattere del baritono protagonista, oltre a numerose transizioni sinfoniche d’impronta ‘wagneriana’. Mancano anche alcune ‘puntature’ all’acuto dei principali ruoli vocali.

Chailly intende riportare alla Scala il repertorio italiano tra Otto e Novecento proponendo versioni inedite e originali dei grandi capolavori operistici, corrispondenti al pensiero originale degli autori: è successo con ‘Turandot’ (col completamento di Berio che rielabora gli appunti pucciniani), ‘La Fanciulla del West’ (di cui è stato eseguito l’originale di Puccini senza gli interventi di Toscanini) e ‘Madama Butterfly’ (la prima, più sperimentale ma contestata, versione dell’opera).

Ora accade con ‘Andrea Chénier’, anche se i tempi del ritrovamento non hanno consentito di eseguire la versione alternativa in occasione delle recite di dicembre: “Sono comunque felice di aver scoperto e seguito questa traccia – precisa il direttore milanese – e mi auguro che le mie riflessioni possano offrire nuove prospettive a chi vorrà eseguire l’opera e gli altri titoli della Giovane Scuola senza la presunzione di conoscerli già fino in fondo”.


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