Niger: pianificazione in corso al Coi, a breve invio dei primi soldati italiani  

Scritto da il 27 dicembre 2017

Presto i militari in Niger, prende corpo l'operazione italiana

Pubblicato il: 28/12/2017 17:36

Il nome della missione, ‘Deserto Rosso’, non è stato ancora deciso ufficialmente e potrebbe anche cambiare. Di certo si sa che il contingente militare italiano che nelle prossime settimane, dopo il via libera del Parlamento, sarà inviato in Niger si comporrà inizialmente di 470 uomini e avrà a disposizione almeno 130 veicoli, compresi diversi mezzi blindati. La pianificazione dell’operazione è in corso al Coi (Comando Operativo di Vertice Interforze) dello Stato Maggiore della Difesa e le prime aliquote di personale, riferiscono all’AdnKronos fonti qualificate, potrebbero giungere nel Paese africano già tra la fine di gennaio e gli inizi di febbraio del prossimo anno.

Oltre ad una significativa presenza nella capitale Niamey, i soldati italiani opereranno in aree impervie e particolarmente impegnative sotto il profilo logistico. Possibile anche un insediamento temporaneo a Fort Madama, la storica base della Legione Straniera nel nord del Paese, non lontano dal confine con la Libia. Quasi certo l’utilizzo di elicotteri Nh90, preziosi per missioni di trasporto tattico, voli ‘Sar’ di ricerca e soccorso, evacuazione medica, lanci di paracadutisti. E non dovrebbero mancare in dotazione al contingente italiano gli elicotteri d’attacco Aw129 Mangusta.

In Niger sono ancora in corso le ricognizioni di un team di esploratori inviato sul posto nelle scorse settimane per acquisire le necessarie informazioni in termini di sicurezza e sistemazione logistica. Sulla base di quanto sarà riferito dal nucleo di ritorno dal Paese africano, sarà quindi delineata la fisionomia definitiva del contingente, che potrebbe annoverare parà della brigata Folgore, forze speciali, militari del reggimento Savoia Cavalleria e della brigata bersaglieri Garibaldi, a meno che questi ultimi non siano destinati nella prossima primavera all’operazione in corso in Afghanistan. (segue)

Quanto ai compiti affidati ai militari italiani, il contingente dovrà addestrare le forze di sicurezza locali mediante l’organizzazione di corsi di formazione e attività specifiche, sull’esempio di quanto fatto con successo nei mesi scorsi in Iraq. La presenza italiana sarà poi utile per assicurare l’attività di sorveglianza e controllo del territorio in una delle aree cruciali per il contrasto del traffico di uomini, di armi e di droga, la principale rotta di passaggio per centinaia di migliaia di persone che ogni anno raggiungono la Libia per imbarcarsi alla volta delle coste europee.

“Sotto il profilo della sicurezza -avverte Gianandrea Gaiani, direttore del portale specializzato ‘Analisidifesa’ e tra i massimi esperti di geopolitica- si tratta di un’area tutt’altro che tranquilla. Se è difficile che in quella zona possa estendersi l’influenza dei jihadisti di Boko Haram, è pur vero però che nel sud della Libia, non lontano dai confini con l’Algeria e con il Niger, l’Isis si sta riorganizzando. Nell’area -dice all’Adnkronos- si registra poi la presenza consolidata di elementi dell’Aqmi, Al Qaeda nel Maghreb islamico”.

Anche per questo motivo, osserva, “il contingente dovrà necessariamente comprendere una dotazione adeguata di radar, droni ed elicotteri. Per pattugliare i 600 km di confine tra il Niger e la Libia non bastano un paio di compagnie di paracadutisti, ci vuole un dispositivo molto più robusto”.


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