Capodanno: in Toscana per il veglione tutti ‘in cantina’  

Scritto da il 28 dicembre 2017

Toscana, per il veglione tutti 'in cantina'

Violante Gardini presidente Movimento Turismo del Vino Toscana

Pubblicato il: 29/12/2017 13:25

Dove passare il veglione di fine anno? Semplice: in cantina. E’ la risposta che si sono dati moltissimi winelovers per queste festività natalizie. Non solo per le vacanze passate nel periodo di Natale, ma anche per gli ultimi giorni dell’anno e per quelli dell’Epifania, nelle tenute vitivinicole del Movimento Turismo del Vino Toscana si è registrato infatti un progressivo aumento di visitatori rispetto al passato.

A partire dai regali natalizi, specialmente durante l’evento di Cantine aperte a Natale, ma anche per le degustazioni prenotate passando per i soggiorni nelle cantine dotate anche di agriturismo. Insomma un vero e proprio boom per queste festività che conferma il trend positivo dell’enoturismo in Toscana che sarebbe tra l’altro in controtendenza rispetto al dato nazionale.

A confermarlo è l’analisi che il Movimento Turismo del Vino Toscana ha fatto sul XIII rapporto sull’enoturismo nel quale vengono messi in luce alcuni aspetti su cui Strade del Vino e Comuni del vino devono ancora puntare, come ad esempio le applicazioni per smartphone (8 Strade su 10 non ne hanno una) o addirittura un sito internet funzionale (in questo caso il 4% delle Strade non avrebbe nemmeno un sito dedicato). In Toscana la situazione è completamente all’opposto.

“Diversificazione dell’offerta ed emozioni in cantina sono ormai i temi portanti su cui sta lavorando il Movimento Turismo del Vino Toscana – commenta il presidente, Violante Gardini– con questi strumenti riusciamo a trasmettere i nostri valori agli appassionati e ai turisti che vengono a trovarci in cantina”.

Da un report effettuato dal Movimento Turismo del Vino Toscana sull’affluenza durante le ultime edizioni di Cantine Aperte, si è notata una forte crescita dei giovani presenti. Il 50% dei visitatori infatti sono compresi in una fascia di età che va dai 25 ai 40 anni, un dato in aumento rispetto al 2016. Di questi la maggior parte ha una formazione scolastica evoluta.

L’enoturista giovane preferisce poi muoversi in coppia o in gruppo, vivendo il momento della visita in cantina come relax, ma anche come crescita personale rispetto al tema del vino che negli ultimi anni è diventato uno status. Vero che i ‘millennials’ consumano di meno in termini di volumi, ma lo fanno soprattutto fuori casa e con maggiore attenzione alla qualità del prodotto finale.


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