M5S, in arrivo nuove regole 

Scritto da il 28 dicembre 2017

M5S, in arrivo nuove regole

(Foto Fotogramma)

Pubblicato il: 29/12/2017 13:33

Le regole del M5S sono imminenti e, chi le ha già lette, assicura che saranno una “vera e propria bomba” destinata a cambiare pelle al Movimento. E non si tratta solo delle norme che decideranno le ‘parlamentarie’ grilline -vale a dire le regole per candidarsi in Parlamento- ma anche di quelle contenute nel codice di comportamento degli eletti, il codice, per intenderci, che all’arrivo del M5S nei Palazzi romani vietava la partecipazione ai talk show televisivi, paletto poi saltato nel corso della legislatura. E’ il combinato disposto tra regole per le parlamentarie e nuovo codice che produrrà una piccola rivoluzione nel Movimento.

Movimento di cui Beppe Grillo resta garante, con un ruolo che però continua ad apparire sempre più defilato. La comunicazione degli eletti passerà dal ‘blog delle Stelle’, mentre il blog del comico genovese, un tempo voce e vetrina del M5S, è destinato a vivere sempre più di temi indipendenti, viene spiegato all’Adnkronos. Non solo. Il vecchio codice di comportamento prevedeva che lo staff della comunicazione fosse definito da Beppe Grillo in termini di organizzazione, strumenti e scelta dei membri. Nel nuovo codice Grillo viene sgravato da questo ruolo. Tra le novità, stop alla turnazione trimestrale dei capigruppo di Camera e Senato (tempi più lunghi), mentre dovrebbe restare immutata la rendicontazione delle spese per deputati e senatori, con i tanto temuti ‘scontrini’ che segnarono l’inizio della vita parlamentare grillina.

Qualcuno, nelle file 5 Stelle, aveva proposto di liberarsi una volta per tutti della rendicontazione -ritenuta da molti un meccanismo troppo farraginoso- e fissare una quota da restituire mensilmente. Ma la vecchia pratica degli scontrini sembrerebbe avere avuto la meglio.

Nelle nuove regole, come prevedibile, un ruolo sempre più centrale sarà destinato a Luigi Di Maio, che dovrebbe avere un peso decisivo anche sulle scelte assembleari. Il candidato premier dei 5 Stelle, inoltre, dovrebbe avere l’ultima parola sui collegi uninominali, mentre per i listini proporzionali sarà decisivo il voto della Rete.


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