Pensioni, cosa cambia nel 2018  

Scritto da il 30 dicembre 2017

Pensioni, cosa cambia nel 2018

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Pubblicato il: 31/12/2017 08:17

L’esenzione di 15 categorie di lavoratori dall’aumento dell’età pensionabile, lo ‘sconto’ contributivo riservato alle donne per accedere all’anticipo pensionistico e l’istituzione di un fondo ad hoc per l’Ape social. Sono queste alcune delle novità sulla pensioni approvate nel testo della Manovra 2018 licenziata definitivamente dal Senato prima di Natale. Una serie di misure che recepiscono l’accordo raggiunto a fine novembre fra governo e sindacati sul sistema previdenziale. Ecco quindi, di seguito, le principali novità sulle pensioni in vigore a partire dal 2018.

LAVORI GRAVOSI – Salgono a 15 le categorie di lavoratori che verranno esentate dall’automatismo che lega l’aumento dell’età pensionabile all’aspettativa di vita e che, come prevede la riforma Fornero, porterà a 67 anni l’accesso alla pensione dal 2019. L’ape sociale apre infatti a 4 nuove categorie di lavoratori gravosi (braccianti, marittimi, pesatori e siderurgici) che vanno così ad aggiungersi alle undici già beneficiarie dello ‘sconto contributivo’, ovvero insegnanti di asilo nido e scuola materna, infermieri e ostetriche con lavoro organizzato in turni, macchinisti, conduttori di gru, camion e mezzi pesanti, operai dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della manutenzione degli edifici, facchini, badanti che assistono persone non autosufficienti, addetti alle pulizie, operatori ecologici e conciatori di pelli.

Si amplia inoltre l’intervallo temporale in cui maturare il periodo di attività richiesto nelle attività gravose in quanto, oltre allo schema 6 anni su 7, viene prevista anche la possibilità di maturare il periodo di attività secondo lo schema 7 anni su 10. Si stima che nel 2019 saranno esonerati dall’aumento dell’età pensionabile circa 14.600 lavoratori impegnati in attività gravose. Si prevede per il primo anno un costo di 100 milioni e nel triennio fino al 2021 di quasi 385 milioni. Nel 2027 invece, lo stop riguarderà 20.900 lavoratori per 166,2 milioni di euro.

SCONTO CONTRIBUTIVO DONNE – Sale a un anno per ogni figlio lo ‘sconto contributivo’ a cui le donne hanno diritto per accedere all’Ape sociale. Viene quindi ampliata da 6 mesi a un anno, sempre nel limite massimo di due anni, la riduzione dei requisiti contributivi previsti per le donne per accedere all’anticipo pensionistico.

FONDO APE SOCIALE – Nasce il ‘fondo ape sociale’, il salvadanaio dove mettere i soldi che serviranno a partire dal 2019 per coprire e rendere strutturale la misura. Il fondo è infatti stato istituito ”ai fini del concorso al finanziamento dell’eventuale estensione del beneficio” a nuovi accessi con decorrenza successiva al 31 dicembre 2018. Ad oggi, l’Ape sociale prevede l’uscita anticipata dal lavoro a 63 anni, con uno sconto di 3 anni e 7 mesi rispetto all’età di vecchiaia.


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