Solidarietà: Muse e Dolomiti Energia insieme per la Tanzania  

Scritto da il 1 gennaio 2018

Un fornelletto più efficiente per la Tanzania, Muse e Dolomiti Energia insieme

Pubblicato il: 02/01/2018 12:48

Il Muse (Museo delle Scienze di Trento) e Dolomiti Energia lanciano un nuovo progetto a sostegno della popolazione della Valle del Kilombero in Tanzania, dove il Muse ha, da più di 10 anni, una stazione permanente di ricerca e monitoraggio ecologico e l’associazione Mazingira svolge attività di sensibilizzazione ambientale e progetti di cooperazione internazionale con la popolazione, le famiglie e le scuole.

Grazie all’offerta per la fornitura di energia e gas per le famiglie “TanzaMia”, per ogni contratto attivato e per ogni anno di durata della fornitura, Dolomiti Energia donerà 10 euro per alimentare un fondo destinato a fornire alle popolazioni della Tanzania un fornello ad alta efficienza energetica. Questo permetterà di migliorare le condizioni sanitarie delle abitazioni ed evitare il disboscamento.

Il 98% della popolazione rurale, in Tanzania, utilizza infatti la legna da ardere come fonte primaria di energia. Questo sfruttamento porta alla deforestazione di circa 250.000 ettari ogni anno.

Un caso emblematico è quello della Valle del Kilombero, ai piedi dei Monti Udzungwa, le cui fertili piane alluvionali dalle elevate potenzialità agricole hanno attirato fin dagli anni ’70 gente da ogni parte del Paese. La valle si estende ai piedi di antichissime foreste pluviali, dove la biodiversità è fra le più alte del pianeta. Le comuni pratiche di abuso delle popolazioni locali, però, alterano in maniera irreversibile la foresta, causando la perdita o il malfunzionamento dei servizi ecosistemici.

Per proteggere le foreste, nel 1992 è stato istituito il Parco Nazionale dei Monti Udzungwa. Per le comunità locali la creazione del Parco ha imposto vincoli stringenti all’accesso alle risorse forestali, in particolare la legna da ardere, reperibile in grande quantità nell’area protetta. Ciò ha immediatamente creato una situazione di emergenza, perché ha imposto l’acquisto di combustibile alternativo (fascine di legna, carbone, kerosene) il cui prezzo è salito vertiginosamente.

La spesa che una famiglia media deve affrontare a settimana è di circa 3-5 euro per due fascine di legna o due secchi di carbone. Il kerosene per una settimana è ancora più costoso: servono circa 3,5 euro per acquistare 3 litri di carburante utili per 7 giorni. Queste spese energetiche sono spesso insostenibili per famiglie già molto povere.

Le scarse risorse presenti all’esterno del Parco, soprattutto alberi da frutto che vengono sacrificati per fare legna, vengono utilizzate in maniera poco efficiente e non sostenibile. Il metodo più diffuso per cucinare è ancora il fuoco con grande dispersione di calore prodotto e producendo grandi quantità di fumo dannoso per la salute, soprattutto di donne e bambini.

Per risolvere questi problemi, Mazingira promuove nei villaggi della valle del Kilombero tecnologie semplici e a basso consumo energetico che utilizzano combustibili alternativi e migliorano la vita di tutti: forni a terra cruda, fornelletti in lamiera Mayon Turbo Stove alimentati con pula di riso, briquettes, cesti e/o borse coibentati. Tutte queste tecnologie vengono prodotte localmente dalla comunità, incentivando l’economia locale e lo sviluppo sostenibile: l’associazione ‘recluta’ i tecnici tra le donne, formandole affinché promuovano e costruiscano alcune di queste tecnologie nelle case, mentre fabbri locali costruiscono i fornelletti in lamiera.

In particolare, il progetto TanzaMia punta sulla tecnologia dei fornelletti in lamiera (i Mayon Turbo Stove – Mts), i cui vantaggi sono: economicità (utilizzano combustibili spesso gratuiti e costano meno dei sistemi per la cottura con legna da ardere o carbone); alta efficienza e combustione pulita; bollitura veloce; può essere utilizzato all’aperto e, se correttamente utilizzato, è privo di fumo e non causa malattie legate al fumo.

E ancora, il basso impatto ambientale perché utilizza biocarburanti alternativi e sottoprodotti agricoli; consumi ridotti e sicurezza. Infine, le ceneri possono essere utilizzate come fertilizzanti del terreno, materiali di pulizia per pentole e padelle e repellenti per insetti attorno alla base delle piante.


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