Spazio: dalla Puglia alla Nasa, l’orgoglio di Lizzano per l’uomo delle stelle  

Scritto da il 3 gennaio 2018

Spazio, dalla Puglia alla Nasa: l'orgoglio di Lizzano per l'uomo delle stelle

Giuseppe Cataldo (dal sito della Nasa)

Pubblicato il: 04/01/2018 19:02

Lo chiamano “l’uomo delle stelle” ma il cuore dell’ingegnere Giuseppe Cataldo, più che allo spazio, appartiene al Mezzogiorno d’Italia, e in particolare alla sua Lizzano, la cittadina in provincia di Taranto dove è nato e dove torna ogni volta che può. Una carriera brillante, quella dello scienziato italiano, che, a soli 32 anni, gli ha consentito di ottenere prestigiosi premi e lo ha condotto fino alla Nasa. E lì che con il suo lavoro Cataldo sta dando un contributo fondamentale alla realizzazione del nuovo supertelescopio che mostrerà la nascita delle stelle: il ”James Webb Space Telescope”, un programma dedicato all’esplorazione del cosmo destinato ad aprire nuovi orizzonti per l’astronomia.

Anche per le feste di Natale e Capodanno appena concluse Cataldo è tornato a Lizzano, dai genitori, insieme alla moglie, sposata poco più di un anno fa proprio nella cittadina jonica del vino. ”Giuseppe è rimasto il ragazzo di sempre, molto umile – dice all’AdnKronos un cugino, Arcangelo Cataldo – e ogni volta che può torna per stare insieme alla sua famiglia. Parla poco del suo lavoro, sappiamo che sta facendo degli studi molto importanti ma quando stiamo insieme preferiamo parlare di noi. Quest’anno ha voluto una vacanza in una dimensione strettamente privata, perché viene spesso invitato a conferenze scientifiche o chiamato per rilasciare interviste”.

L”’uomo delle stelle” ha studiato alla scuola media di Lizzano e al liceo di Sava, poco distante, sviluppando subito una propensione per le materie scientifiche. Ma il percorso universitario e accademico lo ha portato ben presto distante dalla sua città: prima all’Università statale e al Politecnico di Milano, quindi in Francia e poi proprio negli Stati Uniti, dove si è insediato, a Washington, già con un contratto di lavoro in tasca.

Alla Nasa è arrivato su segnalazione dell’Agenzia spaziale europea dove si era già distinto per i suoi studi e in poco tempo ha ”rivoluzionato” il programma di costruzione del telescopio con un metodo matematico che meglio è compatibile con il monitoraggio degli aspetti termici, i più delicati. Un metodo che gli è valso due riconoscimenti di grande rilievo scientifico: l”’Early Career Public Achievement Medal” e il ”Group Achievement Award”.

Il programma della Nasa intende ”guardare” dove gli occhi dell’uomo nell’universo non sono mai arrivati. ”Giuseppe gira il mondo, lo vogliono dappertutto per le sue relazioni – dice ancora il cugino Arcangelo – e scienziati di tutto il mondo sono arrivati qui a Lizzano quando si è sposato, è stato un grande onore sapere che sia arrivato così in alto. Ne siamo molto fieri”.


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