Istat: cala la pressione fiscale  

Scritto da il 4 gennaio 2018

Istat: cala la pressione fiscale

Pubblicato il: 05/01/2018 11:24

Scende la pressione fiscale, sale il reddito disponibile delle famiglie, cresce l’inflazione. Sono positivi i dati emersi nei rilevamenti trimestrali dell’Istat.

FISCO – Nel terzo trimestre del 2017 la pressione fiscale è stata pari al 40,3%, in riduzione di 0,4 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

REDDITO – Sale il reddito disponibile delle famiglie. Secondo i dati diffusi dall’Istat, il reddito disponibile delle famiglie consumatrici è aumentato dello 0,7% rispetto al trimestre precedente, mentre i consumi sono cresciuti dello 0,2%. Di conseguenza, la propensione al risparmio delle famiglie consumatrici è aumentata di 0,5 punti percentuali, salendo all’8,2%. A fronte di una diminuzione dello 0,1% del deflatore implicito dei consumi, il potere d’acquisto delle famiglie è cresciuto rispetto al trimestre precedente dello 0,8%, indica l’Istat. La quota di profitto delle società non finanziarie nel terzo trimestre del 2017 è risultata pari al 41,3%, diminuendo di 0,4 punti percentuali rispetto al trimestre precedente. Lo rileva l’Istat. Il tasso di investimento, pari al 20,7%, è aumentato di 0,5 punti percentuali rispetto al trimestre precedente.

INFLAZIONE – A dicembre 2017, secondo le stime preliminari diffuse oggi dall’Istat, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, aumenta dello 0,4% su base mensile e dello 0,9% rispetto a dicembre 2016 (come a novembre). Secondo le stime preliminari dell’Istat, l’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) aumenta dello 0,3% su base mensile e dell’1,0% su base annua (era +1,1% a novembre). La variazione media annua del 2017 è pari a +1,3% (era -0,1% nel 2016). “La stabilità dell’inflazione a dicembre 2017 -spiega l’Istituto di Statistica- è la sintesi di dinamiche opposte. L’accelerazione della crescita dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (+2,8%, da +2,2% di novembre) è infatti bilanciata dal rallentamento della crescita dei prezzi sia dei Beni alimentari non lavorati (+2,5%, da +3,2% del mese precedente) sia dei Beni energetici non regolamentati (+4,4% da +5,0% di novembre). Pertanto, a dicembre sia l’’inflazione di fondo’, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, sia quella al netto dei soli beni energetici confermano le stesse variazioni registrate nel mese precedente (rispettivamente +0,4% e +0,6%).


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