L’influenza colpisce duro, boom di complicanze  

Scritto da il 9 gennaio 2018

L'influenza colpisce duro, assalto ai pronto soccorso

(Fotogramma)

Pubblicato il: 10/01/2018 14:31

L’influenza colpisce duro soprattutto i bambini, e le complicanze possono essere pesanti. “Da Natale ad oggi abbiamo almeno una ventina di piccoli trasferiti in Rianimazione a causa di complicanze legate all’influenza, l’ultimo caso questa notte”. Parola di Alberto Villani, responsabile di Pediatria generale e Malattie infettive al Bambino Gesù di Roma, che spiega all’AdnKronos Salute come “a finire in Terapia intensiva sono più spesso bimbi molto piccoli o con comorbidità”. Inoltre, a quanto si apprende, sono 3 i pazienti adulti che sono dovuti ricorrere all’Ecmo (il macchinario per la circolazione extracorporea con ossigenazione artificiale) al Policlinico Gemelli di Roma dopo un’infezione, in 2 casi, da virus influenzale H1N1, e si sospetta che il virus abbia causato una situazione critica anche nel terzo paziente.

“Spesso – prosegue Villani – i bimbi che arrivano in Pronto soccorso o in Pediatria per sindromi influenzali hanno bisogno di ossigeno, tanto che ormai sia il Pronto soccorso che la Pediatria sono come reparti di semi-intensiva”. Proprio per far fronte all’afflusso record di piccoli pazienti contagiati dall’influenza, l’ospedale ha deciso “di rinviare ove possibile i ricoveri programmati”.

L’influenza stagionale non risparmia nemmeno il personale sanitario degli ospedali romani, sempre più in affanno con il picco di casi di malanni stagionali previsto fra pochi giorni. “All’affollamento del periodo, con tantissime persone che si presentano nei pronto soccorso per problemi legati all’influenza, e alla carenza di posti letto nelle nostre strutture, si aggiungono le malattie del personale sanitario”, in alcuni casi ‘decimato’ dall’influenza, tanto da dover “ridurre le attività operatorie”. A dirlo all’AdnKronos Salute Guido Coen, segretario regionale Anaao Lazio.

“La situazione – tranquillizza Coen, in forze all’ospedale S.Eugenio di Roma – è comunque sotto controllo, ma ci sono grandi difficoltà nel gestirla. Le persone non trovano assistenza sul territorio e si trovano costrette a recarsi in ospedale, dove ci sono stati picchi di oltre 100 persone ferme in attesa nei pronto soccorso. A questo si unisce la mancanza di posti letto: siamo a 3 ogni 1.000 abitanti, quando in Francia, ad esempio, ce ne sono 6,5 per 1.000. In Gran Bretagna, come da noi, c’è stato un sensibile taglio e infatti la situazione è critica. Infine, il personale sanitario si ammala anch’esso e a volte anche se è vaccinato, perché l’immunizzazione non garantisce di non ammalarsi per nulla o per altri motivi”.

L’influenza complica la vita anche agli ospedali di Milano, alle prese con una carenza di sangue particolarmente pesante in chirurgia. “In questo momento nel mio ospedale, il San Raffaele” di Milano, “le operazioni chirurgiche non urgenti nelle quali è presente anche un minimo rischio di sanguinamento sono sospese, a causa della carenza di sangue da utilizzare per eventuali trasfusioni”. E “la stessa grave situazione si verifica in molti altri ospedali in tutta Italia”, ha segnalato il virologo ‘social’ Roberto Burioni. “Questo, detto in parole semplici – scrive su Facebook – può significare la perdita di vite umane. Morti che sono evitabili, come quelle prevenibili con i vaccini”.

L’esperto invita quindi a donare sangue, anche e soprattutto in questo periodo, perché “vaccinare e vaccinarsi è un gesto di responsabilità sociale, ma non è il solo”. Dunque “se siete a Milano – esorta Burioni – potete venire al San Raffaele tutte le mattine senza prenotazione”, per informazioni 02-26432340, “oppure al centro trasfusionale più vicino”.

Sempre a Milano un appello arriva come ogni anno anche dal Policlinico, centro di riferimento per la raccolta e la distribuzione di sangue: “Chi può dia una mano, anzi il braccio“, si legge sul sito dell’ospedale che in città vanta il numero più alto di volontari. “Noi non abbiamo sospeso alcun intervento – hanno precisato dalla struttura all’AdnKronos Salute – Disponiamo di scorte tampone per gli interventi base, quindi al momento la situazione è di preallerta, con un’attenzione particolare alle esigenze della Rianimazione“.

Se in un giorno tipo donano in media 150-180 persone, ora siamo intorno alle 120” e proprio per questo il Centro trasfusionale di via Sforza sarà aperto anche domenica 14 gennaio per dare a tutti la possibilità di donare. Lo si potrà fare dalle 8 alle 13 solo su appuntamento, telefonando allo 02-55034306/07. “E’ un gesto che fa bene non solo agli altri, ma anche a se stessi”, assicurano dall’Irccs.


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