Terremoti, Ingv: “Appennino si estende di 3-4 mm l’anno”  

Scritto da il 10 gennaio 2018

Terremoti, Ingv: Appennino si estende di 3-4 mm l'anno

Pubblicato il: 11/01/2018 15:57

La scossa di magnitudo 3.6 che ha fatto vibrare ancora una volta Amatrice alle 4.48 di questa mattina “non è un’anomalia” perché l’Appennino centrale “non ha mai smesso di tremare dal 24 agosto del 2016”, tanto che “da allora ad oggi abbiamo localizzato un totale di 83.400 scosse, solo dai primi di dicembre ad oggi sono state 1.382“. A scandirlo all’Adnkronos è Salvatore Stramondo, direttore del Centro Nazionale Terremoti, la sezione dell’Ingv che gestisce il Servizio di Sorveglianza Sismica sul territorio nazionale.

La terra vibra in quelle zone, “nell’area di Camerino-Visso, scendendo verso Amatrice e poi giù fino a Campotosto – delinea Stramondo – ad una media di 30-40 scosse al giorno, di cui, da agosto 2016 ad oggi, tre scosse sono state superiori a magnitudo 3 come quella di stamattina ad Amatrice”.

“Quella di stamattina non è una scossa anomala, sappiamo che l’Italia ha molte aree a rischio sismico” ribadisce ancora Stramondo. Negli ultimi 100 anni, ricorda il direttore del Cnt, “abbiamo registrato sismi importanti, penso, per citare solo alcuni, a quello della Calabria del 1905, quello della Marsica nel 1915, poi è stata scossa l’Irpinia nel 1980 e infine i più recenti”.

“Sappiamo tutto, sappiamo dove si verificheranno terremoti, sappiamo quali sono le aree più a rischio, sappiamo cosa sta accadendo sotto l’Appennino centrale, ma continuiamo a realizzare troppo poco per la prevenzione” scandisce il sismologo.

L’estensione dell’Appennino Centrale è in atto, l’abbiamo registrata con i nostri strumenti ed è pari a 3-4 millimetri l’anno“, spiega. “Ciò non vuol dire – chiarisce – che si deve evacuare tutta l’area, vuol dire piuttosto che si deve fare prevenzione”.

“Abbiamo le migliori tecnologie per l’edilizia antisismica ma stiamo ancora fermi” sottolinea Stramondo. “L’Italia ‘è una terra ballerina’ leggevo sul mio sussidiario a scuola, quindi molti anni fa. L’Italia ha molte aree a rischio terremoti e certamente non è pensabile evacuarle” osserva ancora. Anche perché, evidenzia il direttore del Cnt, “dovremmo andare a vivere in ben poche aree delle terre emerse e soprattutto è ben più pericoloso abitare in un’area a medio-basso rischio sismico e non saperlo piuttosto che in territori ad alto rischio terremoti ma mettere in atto sistemi, opere di prevenzione e tecniche costruttive antisismiche o di adeguamento degli edifici storici”.

“Noi italiani – ribadisce ancora Stramondo – siamo avanzatissimi sulle tecnologie antisismiche. Come capacità tecnica siamo superiori a molti Paesi nel mondo ma non le applichiamo, stiamo fermi”.

Il Giappone “ha un rischio sismico molto più elevato del nostro ma mette in atto tecniche tanto protettive che anche con un terremoto di magnitudo 7-8 non succede nulla e la popolazione è preparata”. “Ignorare una malattia – scandisce – non serve a niente, serve curarla e prevenirne le conseguenze”.


Radio Veronica Classic

Current track
TITLE
ARTIST

Background