Salute: riflettori accesi sulla persona-paziente, nasce Fondazione Roche  

Scritto da il 15 gennaio 2018

Riflettori accesi sulla persona-paziente, nasce Fondazione Roche

Pubblicato il: 16/01/2018 15:40

Accendere i riflettori sulla persona-paziente e i suoi bisogni di salute contribuendo alla ricerca indipendente, dialogando in modo aperto e continuo con le Istituzioni per individuare soluzioni innovative e sostenendo le associazioni di pazienti e le realtà no profit del territorio. Sono questi gli obiettivi della neonata Fondazione Roche, presentata oggi a Roma.

“Abbiamo deciso di dare vita alla Fondazione quest’anno perché proprio nel 2018 ricorrono i 40 del Servizio sanitario nazionale – spiega Maurizio de Cicco, Ad Roche Italia – Il Ssn ha affrontato un percorso molto lungo, e credo che sia giusto ripensare a temi come equità, lotta alle disuguaglianze e ricerca. Lo faremo ascoltando in maniera diversa la voce dei pazienti, raccogliendo le loro istanze, insieme a quelle degli stakeholder e delle Istituzioni. Attraverso la Fondazione raccoglieremo le aspettative e affronteremo temi importanti per la salute dei cittadini e dei pazienti”.

In occasione dei 120 anni di Roche Italia, la Fondazione vuole dunque essere un’ulteriore testimonianza dell’impegno dell’azienda nell’ambito della salute: “Grazie al bagaglio ricco di conoscenze, iniziative e attività che abbiamo raccolto in questo lungo percorso – commenta Fausto Massimino, direttore generale di Fondazione Roche – abbiamo deciso di rafforzare questo impegno per generare valore condiviso nella società, dando vita ad una voce capace di garantire indipendenza, focus e continuità d’azione, in modo da contribuire alla riflessione sulle esigenze di salute sempre crescenti del Paese e sui diritti dei cittadini”.

Per portare a compimento questi obiettivi, Fondazione Roche ha individuato 4 aree di intervento: ricerca, persona, istituzioni e comunità. “I progetti in cui ci impegneremo hanno una natura duplice – precisa Francesco Frattini, segretario Fondazione Roche – Esistono progetti che sono stati già iniziati dai soci fondatori, di cui Fondazione Roche si farà carico e condurrà sotto la propria egida, e ci sono altri progetti che verranno concepiti e condotti dalla stessa Fondazione, sempre in partnership con i soci fondatori”.

“Nel filone di attività a sostegno delle ricerche indipendenti – prosegue – Fondazione Roche continuerà con la III edizione del premio ‘Roche per la ricerca’, che verrà lanciato il prossimo marzo. Un progetto su cui invece la Fondazione si impegnerà, adottandolo dai soci fondatori, è ‘Persone, non solo pazienti’: un’iniziativa che ha messo insieme 19 associazioni di pazienti per elaborare una carta che possa metterle nella condizione di accreditarsi presso delle Istituzioni per svolgere un ruolo di advocacy”.

“Un esempio eclatante del secondo tipo di progetti – aggiunge Frattini – è una serie di incontri che vogliamo avviare in occasione dei 40 anni del Ssn, per discuterne i vari aspetti e per capire se è ancora in grado di rispondere ai bisogni di salute dei cittadini. Oltre a questo, ricordo i progetti e le attività nel campo della ‘corporate social responsibility’. A proposito lanceremo nelle prossime settimane una iniziativa in un’area particolare del territorio italiano, la tristemente famosa ‘Terra dei fuochi’. L’iniziativa si intitolerà ‘Terra amata’, che è anche il nostro auspicio. Lo faremo – conclude – creando sinergie sul territorio con oncologi e aziende che hanno lottato contro la camorra”.

“Troppo spesso si abusa dello slogan ‘il cittadino al centro’. No, il cittadino deve essere protagonista – sostiene Mariapia Garavaglia, presidente di Fondazione Roche – Quando sa qual è il suo diritto, quando conosce qual è la complessità e la preziosità del sistema sanitario, deve diventarne lui stesso una specie di avvocato, perché vuole mantenerlo. Così si impara ad apprezzarlo e non consumarlo, a utilizzarlo. A me starà molto a cuore, attraverso la Fondazione, far passare una cultura di questo genere. Il sistema è prezioso, va salvaguardato, va conosciuto. Non ci deve essere consumismo sanitario, ma accesso con equità e mantenendo l’uiniversalismo, perché il diritto alla tutela della salute è fondamentale. Senza di esso – conclude – non esiste neanche il diritto alla vita”.


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