Anas, protocollo con Mibact per la valorizzazione delle scoperte archeologiche  

Scritto da il 16 gennaio 2018

Anas, protocollo con Mibact per la valorizzazione delle scoperte archeologiche

(Foto Anas)

Pubblicato il: 17/01/2018 13:46

Non più un problema ma un’opportunità, non più un intralcio ma una ricchezza: le infrastrutture e l’archeologia imboccano la stessa strada e condividono un cammino comune puntando sulla valorizzazione delle scoperte archeologiche che vengono portate alla luce durante i lavori sulle strade. E’ questo il cambio di paradigma impresso dal protocollo firmato dall’Anas e dal ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo. Una vera e propria svolta se si considera che fino ad oggi i ritrovamenti erano ritenuti un’interferenza del passato, una presenza ingombrante, che annunciando un bene da tutelare, ritardavano la costruzione di un’opera funzionale al presente.

L’accordo è stato illustrato nel corso di una conferenza stampa nel corso della quale è stato anche presentato il volume “L’archeologia di fa strada. Scavi, scoperte e tesori lungo le vie d’Italia”. Presenti tra gli altri, il sottosegretario al Mibact Antimo Cesaro, il presidente di Anas Gianni Vittorio Armani, la direttrice generale per l’Archeologia, le Belle Arti e il Paesaggio del Mibact Caterina Bon Valsassina, il presidente dell’associazione Archeolog Guido Perosino e la presidente del Comitato Scientifico di Archeolog Simonetta Stopponi.

Il protocollo, avvalendosi di ArcheoLog Onlus, costituita nel 2015 da Anas con l’obiettivo di riqualificare i reperti archeologici, indica un percorso condiviso per individuare le opportune iniziative di valorizzazione volte alla migliore fruizione del patrimonio archeologico rinvenuto, al fine di incentivare processi virtuosi di sviluppo territoriale, anche tramite attività di raccolta fondi, che darà modo al territorio di divenire parte attiva delle iniziative individuate.

È una svolta per Anas rispetto al passato – ha detto Armani – l’obiettivo è di abbandonare la prassi della separatezza ed episodicità degli interventi, per sperimentare nuovi percorsi collaborativi e nuovi strumenti di programmazione strategica. Con una logica condivisa con il Ministero dei Beni e delle attività culturali ci siamo impegnati ad avviare nel campo della cultura nuove forme di partenariato pubblico/privato sulla base di metodi partecipativi per rafforzare la collaborazione tra gli enti pubblici e tra questi e gli attori privati per valorizzazione sistematica dei beni culturali”.

“Questo protocollo – ha sottolineato Cesaro – stabilisce una forte sinergia tra infrastrutture e archeologia che rappresenta un vanto e un orgoglio e una diversa forma mentis. Se le scoperte archeologiche erano un tempo un intralcio e una pietra d’inciampo, oggi diventano un’occasione di sviluppo”.

E, hanno sottolineato Cesaro e Armani, il protocollo contribuisce alla creazione di nuove figure professionali. Si tratta dell’archeologo di cantiere: un profilo professionale altamente specializzato capace di assicurare il monitoraggio dei lavori sul campo sotto la supervisione della stazione appaltante dei lavori. La presenza di professionalità specifiche per la disciplina archeologica all’interno di Anas intende facilitare il processo di risoluzione dell’interferenza archeologica grazie alla gestione unificata dei rapporti e dei processi tra le Istituzioni coinvolte e sarà possibile coniugare riduzione dei costi, tutela del patrimonio, contenimento temporale dell’intervento archeologico.

Con il protocollo, Archeolog Onlus diviene concessionario temporaneo dei progetti di restauro delle scoperte, promuovendo la raccolta di fondi per il restauro, la conservazione e la valorizzazione dei siti e dei reperti ritrovati da parte del Mibact, anche al fine di far beneficiare i propri donatori delle agevolazioni fiscali dell’art bonus (credito di imposta, pari al 65% dell’importo donato a chi effettua erogazioni liberali a sostegno del patrimonio culturale pubblico italiano).

In tal modo il protocollo favorisce le iniziative dirette al fund raising destinato al recupero e al restauro dei reperti, permette la valorizzazione sistematica dei beni culturali anche mediante la cooperazione tra enti pubblici, territoriali e privati e attraverso la promozione del binomio cultura-infrastrutture anche con iniziative espositive conseguenti al restauro dei beni ritrovati.

Per dare concreta attuazione alla nuova visione archeologica, lo scorso dicembre 2017 Anas ha pubblicato un bando di gara per l’affidamento dei lavori di scavo archeologico connessi agli interventi sull’intera rete nazionale per un valore di 12,5 milioni di euro. L’appalto, di durata quadriennale, è attivato con la procedura di accordo quadro che garantisce la possibilità di avviare i lavori con la massima tempestività nel momento in cui si manifesta il bisogno, senza dover espletare ogni volta una nuova gara di appalto, consentendo quindi risparmio di tempo, maggiore efficienza e qualità.

Grazie a una convenzione, firmata nel luglio 2017 con la Soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio dell’Umbria, Archelog Onlus ha già avviato le procedure per il primo restauro finanziato con i contributi raccolti. In particolare, questo restauro, che inizierà nelle prossime settimane – interessa i corredi denominati ‘Carri di Colfiorito’ e ‘Principessa di Plestia’, rinvenuti durante i lavori di realizzazione della nuova statale 77 Foligno-Civitanova Marche, in località Colfiorito di Foligno (Perugia), all’interno di una necropoli di età arcaica che ospita più di 65 sepolture.

Inoltre valorizzare e far conoscere i preziosi reperti archeologici rinvenuti, Anas e Archeolog Onlus, hanno promosso una collana editoriale “I percorsi dell’archeologia”, presentando oggi il primo volume “L’archeologia si fa strada. Scavi, scoperte e tesori lungo le vie d’Italia” nel quale confluiscono contributi che illustrano alcune delle importanti scoperte emerse nel corso dei lavori promossi da Anas.

Il testo restituisce la prova tangibile degli ottimi risultati che la sinergia fra opere infrastrutturali e indagini archeologiche può produrre. Nel volume sono sintetizzati millenni di storia ricostruita attraverso le tessere di un mosaico che ha al centro l’uomo e la sua evoluzione.


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