E’ legge il codice per gli affitti brevi in Lombardia, Airbnb insorge  

Scritto da il 16 gennaio 2018

E' legge il codice per gli affitti brevi in Lombardia, Airbnb insorge

Eco-casa

Pubblicato il: 17/01/2018 21:46

E’ legge in regione Lombardia il codice identificativo di riferimento (Cir) per le case vacanze, norma destinata a creare scompiglio nel mondo degli affitti brevi, spesso gestiti attraverso il portale Airbnb. Lo strumento servirà a contrastare “l‘abusivismo nel settore“, è il mantra che ha accompagnato la stesura della legge. “L’ufficio complicazione affari semplici non chiude mai e questa volta, complice la campagna elettorale e la fretta di fare qualche regalino last-minute, Regione Lombardia si è davvero superata“, ha attaccato Airbnb in una nota ufficiale.

Il regolamento della legge sarà presto pubblico, ma grossomodo l’iter funzionerà così: il codice identificativo sarà fornito al privato che affitta la sua casa o le sue proprietà dal Comune, una volta comunicato “l’avvio di attività”. Il codice, in sostanza, identificherà la propria offerta di affitto con nome, cognome e codice fiscale dell’affittuario; sarà inserito in una banca dati a cui avrà accesso il Comune di Milano e la polizia locale nel caso si rendessero necessari dei controlli.

Secondo la relazione alla proposta di legge, la proposta nasce “dall’esigenza di tutelare l’imprenditoria dell’ospitalità lombarda”. Qui, secondo i dati forniti da Federalberghi, ad aprile 2017 in Lombardia erano proposte in affitto oltre 22mila abitazioni sul solo portale AirBnB, ma solo un quarto di queste è regolarmente censito. In Italia, la Sardegna ha fatto qualcosa di simile, introducendo l’Identificativo unico numerico, o Iun, per ogni struttura ricettiva.

“Le difficoltà dei Comuni ad esercitare i controlli e l’enorme sproporzione tra le attività pubblicizzate e quelle comunicate agli enti locali ci ha indotto ad intervenire. Trasparenza, tutela dei turisti, della legalità e della leale concorrenza sono le ragioni che motivano il provvedimento, che sarà applicato con gradualità”, ha spigato Mauro Parolini, assessore allo Sviluppo economico di Regione Lombardia. Confcommercio Lombardia e e Apam, l’associazione Albergatori Confcommercio Milano, sono pienamnte soddisfatti per una legge di cui da tempo chiedevano l’introduzione.

“Grazie anche all’impegno dei consiglieri Alessandro Colucci e Fabio Rolfi, che hanno presentato le necessarie proposte di legge”, afferma Maurizio Naro, presidente Apam e rappresentante di Confcommercio Lombardia. “Con il Codice identificativo – dice – la Lombardia si aggancia al trend di regole europeo ed internazionale che permette uno sviluppo sano e corretto di un fenomeno in evoluzione, quello della sharing economy, con importanti riflessi economici e sociali”.

Di tutt’altro tenore, le dichiarazioni del portale Airbnb. “Quando la politica non capisce un fenomeno, crea un registro. Eccoci quindi all’ennesimo obbligo burocratico. Oggi hanno perso tutti: gli onesti si troveranno a dover affrontare maggior burocrazia, i furbi continueranno a farla franca riportando codici identificativi fasulli o altrui, le istituzioni affronteranno maggiori oneri per istituire uno strumento che non servirà a niente”.


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