Crolla la cassa integrazione nel 2017  

Scritto da il 17 gennaio 2018

Crolla la cassa integrazione nel 2017

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Pubblicato il: 18/01/2018 14:18

Nel mese di dicembre il numero di ore di cassa integrazione complessivamente autorizzate è stato pari a 19,9 milioni in diminuzione del 47,5% rispetto allo stesso mese del 2016 (37,8 milioni). Lo rileva l’Inps nell’aggiornamento dell’Osservatorio Cassa Integrazione Guadagni.

In particolare, rileva l’Inps, le ore di cassa integrazione ordinaria autorizzate a dicembre 2017 sono state 10,0 milioni. Un anno prima, nel mese di dicembre 2016, erano state 10,5 milioni: di conseguenza, la variazione tendenziale è pari a 4,8%. In particolare, la variazione tendenziale è stata pari a-5,8% nel settore Industria e -0,3% nel settore Edilizia.

La variazione congiunturale registra nel mese di dicembre 2017 rispetto al mese precedente un incremento pari al 27,0%. Il numero di ore di cassa integrazione straordinaria autorizzate a dicembre 2017 è stato pari a 9,4 milioni, di cui 5,0 milioni per solidarietà, registrando una diminuzione pari al 58,0% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, che registrava 22,3 milioni di ore autorizzate.

Nel mese di dicembre 2017 rispetto al mese precedente si registra una variazione congiunturale pari al -52,5%. Gli interventi in deroga sono stati pari a 0,5 milioni di ore autorizzate a dicembre 2017 registrando un decremento dell’89,3% se raffrontati con dicembre 2016, mese nel quale erano state autorizzate 5,0 milioni di ore. La variazione congiunturale registra nel mese di dicembre 2017 rispetto al mese precedente un decremento pari al 40,0%.

NASPI – Nel mese di novembre 2017 sono state presentate 13 domande di ASpI , 2 domande di mini ASpI e 208.259 domande di NASpI (disoccupazione involontaria). Nello stesso mese sono state inoltrate 967 domande di disoccupazione e 84 domande di mobilità, per un totale di 209.325 domande, il +3,6%rispetto al mese di novembre 2016 (201.977 domande). Lo rileva l’Inps nell’aggiornamento dell’Osservatorio Cassa Integrazione Guadagni.

ASSUNZIONI – Nel corso del 2017 è aumentato il turnover dei posti di lavoro grazie soprattutto alla forte crescita delle assunzioni (tra gennaio e novembre 2017 in aumento del 18,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente). Sono aumentate anche le cessazioni (+16,1%) ma ad un ritmo inferiore, rileva l’Inps nell’Osservatorio sul precariato.

Alla crescita delle assunzioni il maggior contributo è stato dato dai contratti a tempo determinato (+26%) e dall’apprendistato (+13,9%); sono invece diminuite le assunzioni a tempo indeterminato (-5,2%), contrazione interamente imputabile alle assunzioni a part time. Tra le assunzioni a tempo determinato appare significativo l’incremento dei contratti di somministrazione (+20,3%) e ancora di più dei contratti di lavoro a chiamata che, con riferimento sempre all’arco temporale gennaio-novembre, sono passati da 179.000 (2016) a 392.000 (2017), con un incremento del 119,2%.

Questo significativo aumento – come, in parte, anche quello dei contratti di somministrazione e dei contratti a tempo determinato – può essere posto in relazione alla necessità per le imprese di ricorrere a strumenti contrattuali sostitutivi dei voucher, cancellati dal legislatore a partire dalla metà dello scorso mese di marzo e sostituiti, da luglio e solo per le imprese con meno di 6 dipendenti, dai nuovi contratti di prestazione occasionale.

SALDO ASSUNZIONI E CESSAZIONI – Nei primi undici mesi del 2017, nel settore privato si registra un saldo tra assunzioni e cessazioni pari a +801.000, superiore a quello del corrispondente periodo sia del 2016 (+569.000) che del 2015 (+675.000). Lo rende noto l’Inps nell’Osservatorio sul precariato.

Calcolando il saldo annualizzato, la differenza tra assunzioni e cessazioni realizzate negli ultimi dodici mesi, si ottiene la misura della variazione tendenziale delle posizioni di lavoro: a fine novembre questa risultava pari a +557.000, stabile rispetto a quella rilevata a ottobre (+555.000). Questo risultato è la somma algebrica di: -14.000 per i contratti a tempo indeterminato, +61.000 per i contratti di apprendistato, +11.000 per i contratti stagionali e, soprattutto, +499.000 per i contratti a tempo determinato, conclude l’Inps.


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