Morto Michele Gesualdi, simbolo lotta biotestamento  

Scritto da il 17 gennaio 2018

Morto Michele Gesualdi, simbolo lotta biotestamento

MICHELE

GESUALDI (FOTOGRAMMA)

Pubblicato il: 18/01/2018 20:27

E’ morto Michele Gesualdi, ex allievo di don Lorenzo Milani alla Scuola di Barbiana, già presidente della Provincia di Firenze dal 1995 al 2004. Aveva 74 anni.

Pur non avendo più ricoperto cariche amministrative, è rimasto membro del Partito Democratico in Toscana, abbandonando l’attività politica in seguito all’insorgere della Sla.

Nei mesi scorsi Gesualdi ha scritto una lettera aperta ai presidenti delle due Camere esortandoli ad affrettare l’iter burocratico per la legge al riguardo del testamento biologico: due mesi fa è nato un comitato popolare a sostegno della sua richiesta con lo slogan “Fate presto” per chiederne l’approvazione, avvenuta poi a dicembre.

Fratello di Francesco Gesualdi, fu uno dei primi sei allievi di Don Lorenzo Milani e divenne egli stesso assistente della scuola di Barbiana, dal 1956 al 1967. Trasferitosi per lavoro e studio in Germania, rientrò in Italia dedicandosi all’impegno sindacale. Esponente di spicco della CISLfiorentina, si ritirò dall’incarico nel 1995, in concomitanza con la candidatura a presidente della provincia. Fu il primo presidente della provincia di Firenze eletto direttamente dai cittadini, nel 1995, riconfermato successivamente nel 1999.

LA SLA – Dopo il secondo mandato si è dedicato attivamente alla Fondazione don Lorenzo Milani, di cui è presidente e socio fondatore assieme ad altri allievi di don Milani. Pur non avendo più ricoperto cariche amministrative è rimasto membro attivo del Partito Democratico in Toscana, abbandonando l’attività politica in seguito all’insorgere della Sla. Nel marzo 2017 scrive una lettera aperta i Presidenti delle due camere esortandoli ad affrettare l’iter burocratico per la legge al riguardo del testamento biologico.

Nella lettera, resa nota pubblicamente a novembre, Franco Gesualdi aveva raccontato la sua malattia lanciando un appello: “Fate presto, non voglio essere torturato”. Parole che hanno fatto nascere un comitato e un hashtag che in pochi giorni trovò sostenitori da ogni parte d’Italia

LA LETTERA – “La Sla è una malattia spaventosa, al momento irreversibile e incurabile – scriveva Gesualdi nella lettera – avanza, togliendoti giorno dopo giorno un pezzo di te stesso: i movimenti dei muscoli della lingua e della gola, che tolgono completamente la parola e la deglutizione, i muscoli per l’articolazione delle gambe e delle braccia, quelli per il movimento della testa, e respiratori e tutti gli altri. Alla fine rimane un scheletro rigido come se fosse stato immerso in una colata di cemento. Solo il cervello si conserva lucidissimo insieme alle le sue finestrelle cioè gli occhi, che possono comunicare luce ed ombre, sofferenza, rammarico per gli errori fatti nella vita, gioia e riconoscenza per l’affetto e la cura di chi ti circonda”.


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