Mafia: col. Pellegrino, decapitata Cosa nostra agrigentina  

Scritto da il 21 gennaio 2018

Col. Pellegrino: Decapitata Cosa nostra agrigentina

Il col. Pellegrino

Pubblicato il: 22/01/2018 12:56

Con l’operazione ‘Montagna’, che all’alba di oggi ha portato all’arresto di 57 persone “è stata decapitata Cosa nostra agrigentina”. Lo ha detto il colonnello Giovanni Pellegrino, Comandante provinciale dei Carabinieri di Agrigento, commentando i retroscena del maxiblitz, definito dal Procuratore di Palermo Francesco Lo Voi, come “una delle più importanti operazioni antimafia degli ultimi anni”. “Con l’operqazione vengono aggrediti due mandamenti mafiosi preesistenti – dice ancora l’ufficiale dei Carabinieri – e messa in luce l’esistenza di una nuova ‘creatura’, la ‘Montagna’ a cui aderiscono, sotto l’egida, del paese di Santa Elisabetta, anche i paesi della realtà provinciale montana di Agrigento”.

Con la stessa operazione “sono stati anche decapitati i vertici di quindici mandamenti”, dice. “Si tratta di un colpo molto importante che viene dato alla mafia agrigentina – aggiunge il colonnello Pellegrino – E’ un segno di fiducia da parte di chi deve sentirsi spronato a credere nelle istituzioni, denunciando tentativi di estorsione, come abbiamo evidenziato in questo caso”.

Pellegrino parla anche dei contatti tra la mafia agrigentina e le ‘ndrine calabresi: “Sono emersi contatti soprattutto sul traffico di stupefacenti”. E aggiunge: “C’è una rivendicazione del ‘brand’ Cosa nostra, quasi un orgoglio nel rivendicare questo brand. E nel sottolineare come la provincia di Agrigento sia più ‘seria’ a differenza di altre province, quali Palermo, della quale ritengono affidabile solo la realtà corleonese”.

“L’auspicio è che questa operazione induca le vittime del reato di estorsione a collaborare”, aggiunge ancora il colonnello Giovanni Pellegrino. Anche se una ventina di imprenditori non ha neppure denunciato i danneggiamenti subiti. “Effettivamente – dice – in venti casi non solo non è stata denunciata l’estorsione ma neppure il danneggiamento che avveniva con i classici atti intimidatori che arrivavano fino all’incendio delle macchine operatrici”. Sono 27 le estorsioni scoperte dai Carabinieri durante le indagini. “E sue 27 casi non ha denunciato nessuno…”, dice.

E poi ricorda i due tentativi di estorsione nei confronti di coop che si occupano della gestione dell’accoglienza dei migranti. Tentativi che “però non sono andati in porto”, spiega. Le estorsioni consistevano nella richiesta di fare assumere alle coop del personale riconducibile a Cosa nostra – dice – e dall’altra di avere una percentuale su ogni contribuito pro capite ottenuto”.


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