Tabacco: Tobacco Road, tracciabilità arma contro filiera illegale  

Scritto da il 21 gennaio 2018

Tobacco Road, la tracciabilità arma contro filiera illegale del tabacco

Un momento del convegno Tobacco Road

Pubblicato il: 22/01/2018 10:37

Nella lotta alla filiera illegale del tabacco la tracciabilità è la condizione di protezione della salute e della concorrenza. E’ questo il messaggio lanciato sabato al ‘Tobacco Road’, il convegno organizzato dall’Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e sul sistema agroalimentare con l’Olaf, European anti-fraud office. “La direttiva europea 40 del 2014 -ha spiegato Aldo Natalini, sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Siena e membro del Comitato Scientifico dell’Osservatorio Agromafie- prevede, su scala unionale, sistemi obbligatori di tracciabilità e rintracciabilità per quanto concerne la filiera legale delle forniture di tabacco, anche mediante caratteristiche di sicurezza visibili e invisibili, come ad esempio gli ologrammi. Lo scopo è agevolare l’enforcement e aiutare le autorità e i consumatori a riconoscere il tabacco di contrabbando che non solo è fabbricato e importato illegalmente, ma contiene anche ingredienti sconosciuti e rappresenta pertanto un grave rischio per la salute dei consumatori”.

“Il nostro Paese -ha ricordato- con l’articolo 16 del decreto legislativo 6 del 2016 ha recepito gli obblighi di tracciabilità e rintracciabilità, prevedendo misure attuative che, nel più ampio contesto della lotta al tabagismo, rafforzano il contrasto al traffico illecito incanalando il commercio del tabacco su percorsi legali e trasparenti; allo stesso tempo si persegue l’obiettivo di ridurre le perdite del gettito fiscale conseguenti al contrabbando e

“Oggi abbiamo -ha riferito Giuseppe Peleggi, già direttore dell’Agenzia delle Dogane- una tassazione molto complessa sul tabacco: la tracciabilità aiuta la concorrenza. In termini di repressione in Italia è stato fatto molto per le imprese, ma rispetto al consumatore siamo rimasti indietro. La tassazione del tabacco nell’Unione europea è sicuramente un processo di armonizzazione incompleto”.

Per Andrea Baldanza, magistrato della Corte dei Conti, commissario Federconsorzi e vicepresidente vicario del comitato scientifico dell’Osservatorio Agromafie, “l’accessibilità totale ai dati e documenti detenuti dalle pubbliche amministrazioni, riconosciuto ai cittadini, dall’articolo 1 del decreto legislativo 33 del 2013, costituisce il principale strumento di prevenzione della corruzione, nella misura in cui la conoscenza dell’azione amministrativa consente la più ampia divulgazione dei criteri di esercizio del potere; tale diritto deve tuttavia coordinarsi con il diritto alla tutela dei dati personali nonché con la tutela dei segreti industriali e commerciali”.

“Un ulteriore limite -ha sottolineato Andrea Baldanza- è dato anche dall’esigenza di riservatezza sotteso alle attività investigative di carattere giudiziario. Occorre distinguere più piani di conoscenza degli atti: quelli oggetto di doverosa pubblicazione, quelli accessibili comunque da chiunque e quelli che possono essere conosciuti solo in presenza di un interesse prevalente. Il dettato normativo non può che avvalersi di clausole generali, cosicché è l’interpretazione amministrativa e giurisprudenziale a conformare l’effettività del diritto”.

Importante anche l’attività di contrasto al commercio illegale di tabacco messo in campo dall’Arma dei Carabinieri. “Nel 2017 tutto ciò che riguarda la sicurezza agroambientale -ha ricordato il colonnello Amedeo De Franceschi, capo ufficio del Comando dei Carabinieri, sezione sicurezza Agroalimentare- è confluita nella struttura di vertice che è il nuovo Comando tutela forestale Ambientale agroalimentare dei carabinieri. Attualmente abbiamo 5 reparti operati dislocati su tutto il territorio nazionale (Torino, Parma, Roma, Salerno e Messina)”.

“Il tabacco -ha proseguito De Franceschi- è una cultura agricola e per questo operiamo in sinergia con la struttura territoriale dell’Arma e Forestale, oltre che con i reparti speciali dell’Arma come i Ros e i Nas. Noi indaghiamo sulle dichiarazioni mendaci di possesso di titoli nell’attività di contrasto agli illeciti comunitari. E’ importante il problema dei fondi europei nel settore agricolo e, quindi, anche per il tabacco. Sul tabacco i fondi Ue sono stati suddivisi in Feaga Fondo europeo agricolo di garanzia e Fesr, Fondo europeo sviluppo regionale”.

“Tra gli strumenti investigativi -ha assicurato De Franceschi- è importante la tracciabilità molecolare ai fini dell’origine geografica. Siamo in un contesto internazionale e quindi, come la criminalità è diventata transnazionale anche noi abbiamo creato la rete Opson; uno strumento di lotta alla contraffazione nel settore agroalimentare in campo internazionale, che basa la propria forza sulla sinergia operativa tra diversi Stati”.

“Quella del tabacco -ha rimarcato Gennarino Masiello, presidente Elti, European leaf tobacco interbranch, la più grande associazione di produttori e trasformatori del comparto- è una filiera che crea legalità, reddito e occupazione. Meno illecito nel tabacco significa più risorse per il Paese, meno concorrenza sleale”.

Anche la tecnologia può aiutare la tracciabilità. Un concetto, questo, che è stato ribadito dalle aziende presenti al ‘Tobacco Road’. “La tecnologia può essere fondamentale -ha detto Eric Laquenne di Atos, azienda di consulenza informatica- nel campo del traffico illecito. Abbiamo esperienza pratica nello sfruttamento della tecnologia per stabilire l’autenticazione del prodotto, la verifica fiscale e i sistemi di tracciabilità. La direttiva sui prodotti del tabacco dell’Ue inciderà sulle diverse parti interessate, sia che si tratti delle autorità degli Stati membri, degli agenti economici attivi nella fabbricazione o nel commercio di prodotti del tabacco”.

Ha parlato della sua esperienza anche Guido Calliano key account manager Fata Logistic System, società Leonardo, il cui core business sono i servizi logistici che, alcuni anni fa, hanno creato un’unità dedicata alle tecnologie anti-contraffazione.

“Fata Logistic System -ha ricordato- ha sviluppato e implementato alcuni progetti pilota con lo scopo di monitorare l’autenticità dei prodotti e di rintracciarli lungo la catena di approvvigionamento. Grandi progetti sono stati condotti su prodotti del tabacco in cui i problemi di contraffazione (autenticazione) e contrabbando (rintracciabilità) sono importanti e di forte impatto. I progetti sono stati condotti insieme ai maggiori produttori mondiali di prodotti del tabacco e in collaborazione con le autorità responsabili dei controlli (Monopoli di Stato e Guardia di Finanza). Il contesto di applicazione di questa tecnologia ai prodotti del tabacco è stato definito dalla direttiva europea 40 del 2014 e dovrà essere determinato in maggiore dettaglio nel relativo decreto attuativo, attualmente in fase di stesura, sperando che la linea guida indichi che i sistemi utilizzati sono interoperabili. Partendo dall’esperienza nel settore del tabacco, Fata Logistic System sta, inoltre, studiando l’applicazione della tecnologia in altre aree ad alto rischio di contraffazione (Agrifood in particolare)”.


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