Giovani Confindustria: M5S non è pericolo per democrazia  

Scritto da il 22 gennaio 2018

Giovani Confindustria: M5S non è pericolo per democrazia

Pubblicato il: 23/01/2018 19:04

Confindustria si prepara al voto. E preoccupata da un esito elettorale che potrebbe bloccare la ritrovata crescita del Paese intensifica i lavori in vista delle Assise convocate il 16 febbraio a Verona in cui l’industria italiana formalizzerà un documento, vistato dall’intera organizzazione, che definirà le richieste da girare alla politica. Un documento di dettaglio da illustrare ‘porta a porta’ a quei partiti ora impegnati in una campagna elettorale che appare agli imprenditori già monca di buona parte dei temi che dovrebbero invece essere al centro della scena: giovani, industria ed economia reale.

“Saremo tanti e speriamo di essere ascoltati”, spiega conversando con l’Adnkronos il vicepresidente di viale dell’Astronomia, nonchè leader degli under 40 di Confindustria, Alessio Rossi. “Chiederemo in sostanza di non smontare le riforme fatte fino ad oggi, Jobs act e industria 4.0, che sono state un volano per la ripresa del Paese e di mettere il lavoro al centro dell’agenda per la crescita dell’Italia”, dice ancora.

Ma il vero timore degli imprenditori è se le urne dovessero consegnare al Paese, alla luce degli attuali veti sulle alleanze, una situazione di paralisi, di stallo politico in cui pur avendo la maggioranza dei voti, non si riesca ad esprimere un governo. “E’ per questo che inviteremo le forze politiche ad una coalizione di responsabilità”, propone ancora Rossi che guarda ad una “alleanza” che metta al riparo il Paese da un’instabilità che danneggerebbe un’ economia in ripresa.

Una ripresa trainata appunto dalle riforme che non “si devono smontare”, prosegue Rossi promuovendo per questo a pieni voti il governo Renzi-Gentiloni, “che ha portato il paese fuori dalla crisi e rilanciato l’occupazione” senza però chiudere ai 5 Stelle. Un’apertura di credito, questa, concessa già nel giugno scorso, che Rossi conferma: “I 5 Stelle non sono un pericolo per la democrazia, anzi vedo un movimento che sta crescendo e che è tra le principali forze del Paese”.

“Con i 5 stelle abbiamo aperto un confronto che spero possa contribuire a fargli cambiare idea su alcune cose, come sull’euro, perché alla fine una forza politica deve diventare anche una forza responsabile. Ed è per questo che non possono chiedere l’abolizione del Jobs Act e delle riforme fatte grazie alle quali siamo usciti dalla crisi economica. Chi chiede la loro abolizione non fa un servizio al Paese”, dice ancora Rossi ‘bocciando’ anche il reddito di cittadinanza e il salario minimo ma non il contributo di solidarietà sulle pensioni d’oro con cui finanziare politiche dirette ai giovani di cui rivendica la primogenitura. “Prevedere un contributo sulle pensioni oltre i 5mila euro è una misura di responsabilità verso i giovani. Il movimento 5 Stelle l’ha copiata da noi. Va bene, siamo soddisfatti se copiano le cose buone”, continua.

Certo, alcune proposte sembrano invece tirate a caso, prosegue consegnando la ‘palma’ della proposta “più insensata” al leader di Leu, Pietro Grasso. “Certe volte sembra di essere in una gara di proposte estemporanee. Le tasse universitarie sono già calibrate su fasce di reddito diversificate e questo dimostra come chi si candida a governare non conosca la realtà del paese: abolendo le tasse si rischia di andare in direzione contraria, spostando sulla fiscalità generale un costo davvero pesante”, conclude.


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