Renzo Rubino: “A Sanremo con un appello ai miei genitori, parlatevi!”  

Scritto da il 23 gennaio 2018

Renzo Rubino: A Sanremo con un appello ai miei genitori, parlatevi!

Pubblicato il: 24/01/2018 15:10

di Antonella Nesi

“Questo è il brano più intimo tra quelli che ho presentato a Sanremo. Ho scritto quello che vorrei si dicessero i miei genitori che invece non si parlano più“. Renzo Rubino parla così del suo ‘Custodire’, il brano con cui torna in gara per la terza volta al festival di Sanremo, dopo la vittoria del premio della critica nella sezione Giovani nel 2013 con ‘Il Postino (amami uomo)’ e il terzo posto tra i Big dell’anno successivo con ‘Ora’ e il premio per il miglior arrangiamento per ‘Per sempre e poi basta’ (nel 2014 ogni Big portava due brani in gara).

Un ritorno a Sanremo che fa parte della rinascita artistica del cantautore iniziata con la pubblicazione l’anno scorso dell’album ‘Il Gelato dopo il Mare’, di cui durante il festival verrà pubblicato un repack che conterrà oltre al brano in gara anche un altro inedito, che si intitola ‘Difficile’, come è stato difficile il periodo che ha preceduto queste pubblicazioni: “Ad un certo punto ho pensato di abbandonare la musica – confessa Rubino – io volevo fare bei dischi e concerti e invece mi sono ritrovato stretto tra le richieste di andare incontro al mercato, la conta dei follower e tutte queste logiche che mi allontanavano dal mio rapporto con la musica. Così mi sono esiliato nella campagna pugliese, finché, tra una pianta di pomodoro e una zucchina, la musica non è tornata a bussare. Perché è la cosa che mi fa sentire meglio. Ne è nato questo disco così vivo, sporco, vero, così mio che in copertina ho messo la foto di mio nonno. Il brano di Sanremo e ‘Difficile’ usciranno in un repack perché fanno parte di questo capitolo, chiudono il cerchio di questo lavoro su me stesso. E non perché non avessi già anche altri pezzi per fare un nuovo album”, spiega il cantautore.

Sulla genesi del brano di Sanremo, Renzo dice: “Custodire ha radici profonde, nasce dal desiderio di scoprire perché ho deciso di comunicare il più possibile attraverso la musica. Così ho ascoltato le mie insicurezze e le mie paure, mi sono ricordato che in fondo tutto nasceva dalla necessità di essere capito e ascoltato dai miei genitori. I quali, come tantissimi della categoria, sono separati e non si parlano più. Custodire è quello che vorrei si dicessero, sono loro due chiusi in una stanza, intenti nel cercare di proteggere, di salvare, di ‘custodire’ un pezzo di affetto nonostante l’arroganza e le tensioni che hanno logorato il loro rapporto. Custodire è speranza, è far luce su un tema messo da parte e di cui non si parla mai abbastanza: come si sente un ragazzino quando i genitori si separano”. E nel ‘bridge’ della canzone è proprio il ragazzo ad intervenire nel dialogo tra i genitori rivolgendo un appello: “Per una volta parlatevi e fatelo pianissimo“.

Nella serata del venerdì il dialogo tra i due genitori verrà reso in un duetto con l’attrice e cantante Serena Rossi. “Lei è un’artista bravissima e una donna piena di entusiasmo. Lo stesso entusiasmo che contraddistingue tutto il team di cui mi sono circondato: siamo carichissimi”.

‘Custodire’ ha visto nascere anche un’inedita collaborazione con Giuliano Sangiorgi dei Negramaro, che ha prodotto il brano: “Gliel’ho chiesto nel momento più sbagliato, quando stavano chiudendo il nuovo album. Eppure Giuliano, dopo un’iniziale ‘ma come faccio?’ si è fatto mandare il brano e me lo ha rispedito prodotto da lui. Una collaborazione appassionata fatta di stima e di affetto fuori da ogni logica discografica. Così il brano ha il suo groove, il groove di un grande musicista, ma è rimasta la mia liricità“, sottolinea Rubino.

Del Sanremo di Baglioni pensa che il cantautore romano sia “una garanzia di musica al centro“. “Togliere l’eliminazione per noi che siamo in gara è una cosa meravigliosa“. “Così come la possibilità di arrivare a 4 minuti. Il mio brano dura 3 minuti e 33 secondi, così rispetto la kabala del numero 3, al mio terzo Sanremo. Ma il messaggio di Baglioni era: siate liberi di essere voi stessi. Molto bello e incoraggiante“, aggiunge.


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