Impresa 4.0: Teamsystem, digitale centrale per recuperare produttività  

Scritto da il 25 gennaio 2018

Impresa 4.0: Teamsystem, digitale centrale per recuperare produttività

Un momento del confronto organizzato da Teamsystem

Pubblicato il: 26/01/2018 16:06

Impresa 4.0 e crescita della produttività, sviluppo della digitalizzazione e nuove organizzazione dei processi aziendali. Questi alcuni dei temi che oggi sono stati al centro di ‘Generazione impresa 4.0. Innovazione digitale, investimenti e competenze per la crescita’, appuntamento voluto da Teamsystem, società italiana attiva nello sviluppo e nella distribuzione di software e servizi di digitalizzazione per imprese e professionisti, e tenutosi a Roma, a Palazzo Fiano, in collaborazione con Consenso (Gruppo Hdrà). Un appuntamento che ha visto confrontarsi sulle nuove frontiere del mondo digitale istituzioni, aziende, professionisti e tanti stakeholder del settore.

Per Federico Leproux, ad di Teamsystem, “oggi è stata un’ottima giornata, esco confortato dal confronto con così illustri interlocutori in materia: mi sembra di aver ascoltato un buon consenso intorno ad alcune convinzioni”.

“La prima -ha spiegato- è che la digitalizzazione sia una grande opportunità a livello di sistema, l’opportunità forse più grande che abbiamo di recuperare competitività in modo concreto. E ancora la consapevolezza che questo processo non si può mandare avanti da soli ma va portato avanti a livello di filiera, con tutti gli attori coinvolti: il legislatore, il professionista, le imprese, il sistema bancario. E ho trovato anche oggi il consenso sul fatto che si tratti di una questione culturale, che sia necessario innescare il cambiamento con leggi e stimoli”.

E Teamsystem è pronta a portare il suo contributo. “Quello che possiamo fare noi – ha assicurato – è di prenderci le responsabilità di studiare, capire, identificare queste opportunità di miglioramento di competitività ed ‘educare’ anche i clienti su questo”. “Recentemente -ha continuato- abbiamo aggiornato la nostra mission aziendale, e quindi non essere solo semplicemente dei produttori di software ma degli ‘abilitatori’ di competività attraverso la digitalizzazione. Tema caldo nella discussione di oggi. L’idea è di partire da alcuni processi ‘core’ che noi governiamo. Abbiamo 250mila clienti -continua- che serviamo automatizzando dei loro processi chiave come la contabilità, la fiscalità, la gestione delle risorse aziendali”.

“Quindi usare questo asset, questo valore -ha aggiunto Leproux- per innescare un processo di digitalizzazione che sia esteso, non più limitato solo all’interno dell’azienda, ma che permetta a questa di scambiare flussi transattivi e informativi verso l’esterno, ritornando all’azienda stessa ma anche all’intera filiera un miglioramento della produttività, dell’efficienza e dell’efficacia e quindi un miglioramento della produttività rispetto a chi non è digitale, non lo è ancora”.

All’appuntamento ha preso parte anche Marco Calabrò, dirigente Divisione IV – Analisi del sistema produttivo. Riconversione e riqualificazione dei territori in crisi del ministero dello Sviluppo Economico, che ha fatto il punto sul programma Industria 4.0. “I primi risultati dal programma Industria 4.0 sono estremamente interessanti -ha detto- e ci stimolano ad andare avanti perché hanno confermato il grande impegno del governo, da un lato, di mettere in campo risorse importanti e, dall’altro, delle imprese di avviare questo processo di trasformazione 4.0. Risultati che hanno trovato proprio ieri una validazione con ordini domestici e interni, di macchinari compatibili con il 4.0, che nel corso del 2017, l’anno di vigenza della normativa dell’iperammortamento, sono aumentati del 40% in Italia, con una crescita ancora più accelerata nell’ultima parte dell’anno”.

Secondo Calabrò, “le imprese stanno avviando questo processo di trasformazione 4.0 e lo stanno facendo ricorrendo soprattutto a macchinari, beni strumentali, e ordini in generale rivolti soprattutto a imprese produttrici nazionali”. E appuntamenti come quello di oggi, per Calabrò, sono importanti “perché è emersa in modo molto chiaro la necessità di puntare non soltanto alla parte hardware e software, incentivando questi acquisti, ma soprattutto a un salto culturale delle imprese; un salto a tutti i livelli, manageriale, imprenditoriale, ma anche di tecnici, operai: richiesta compatibile con quando stiamo facendo a livello governativo con il Piano”.

“Quest’anno -ha aggiunto- il Piano con la legge di bilancio ha puntato proprio sugli aspetti della formazione, introducendo una nuova misura, il credito d’imposta 4.0, puntando sugli istituti tecnici professionali, potenziandoli e rifinanziandoli e a breve, brevissimo verrà anche pubblicato un bando per completare il network del trasferimento tecnologico con la creazione dei competence center, questi centri di trasferimento tecnologico molto elevati, che siano da supporto alla crescita anche culturale delle imprese”.

E l’innovazione e il digitale non interessano solo l’industria come ha spiegato Giuseppe Peleggi, capo area per l’innovazione digitale di Coldiretti: “Si parla spesso di industria 4.0, in realtà – ha avvertito – non è solo il settore secondario a essere interessato, perché la digitalizzazione impatta sulle catene del valore e quindi sulla filiera di produzione, e può fornire vantaggi relativi, aggiuntivi, e molto forti anche alle piccole e medie imprese”.

“E questo vale anche per il settore primario, l’agricoltura. In questo senso, coerentemente all’attività che stiamo facendo per lo sviluppo delle filiere di produzione, dal produttore al consumatore, per un prodotto di qualità avere una filiera digitalizzata significa per noi completare il percorso informativo da fornire al consumatore, significa garantire ulteriormente la qualità del prodotto”, ha proseguito.

“Con Teamsystem -ha detto Peleggi- abbiamo una collaborazione che dura da tempo, stiamo fornendo insieme a loro un’attività di contabilità, ciclo attivo e ciclo passivo e di sostegno, ai nostri soci appunto per ‘travasarli’ da un mondo non digitalizzato a uno digitalizzato. Ci sono progetti in corso e quindi è una buona attività quella che stiamo svolgendo”.

Paolo Ghezzi, direttore di Infocamere, ha ricordato come il Registro delle imprese italiane, realizzato appunto da InfoCamere, “sia completamente telematico, informatizzato e telematizzato, raccogliendo i dati delle circa 6 milioni di imprese italiane, di cui 99,9% pmi”. Ghezzi ha rimarcato, quindi, che il “digital gap nel nostro Paese non è solo tecnologico ma anche culturale”.


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