Ema, “la sede di Amsterdam non è pronta”  

Scritto da il 28 gennaio 2018

Ema, la sede di Amsterdam non è pronta

Pubblicato il: 29/01/2018 17:06

“L’edificio finale di Ema ad Amsterdam non sarà pronto per il 30 marzo 2019″, data entro la quale avverrà il trasloco dell’Agenzia europea dei medicinali da Londra ad Amsterdam a causa della Brexit, “quindi dovremo prima trasferirci in locali temporanei nella città, e poi nell’edificio finale” a Zuidas, distretto finanziario della città. “Questo doppio trasferimento ci costringerà a investire più risorse. Prolungherà la nostra modalità di ‘pianificazione della continuità operativa’, il che significa che ci vorrà più tempo per tornare alle normali operazioni con le quali svolgiamo importanti attività di salute pubblica”. Così il direttore esecutivo dell’Agenzia europea del farmaco, Guido Rasi, durante una conferenza stampa a L’Aia, organizzata in occasione di una visita nei futuri locali dell’autorità regolatoria.

“Da novembre – ha ricordato Rasi – abbiamo lavorato intensamente con le autorità olandesi per garantire che questa transizione sia il più semplice possibile. Vorrei ringraziarli per la loro disponibilità a impegnarsi. Siamo anche contenti dell’ampio supporto allo staff messo in atto dalla città di Amsterdam. Nelle scorse settimane abbiamo avuto ampie discussioni sulla selezione di un edificio temporaneo. Entrambe le parti hanno convenuto che gli edifici inizialmente proposti non erano pienamente adatti allo scopo e, pertanto, i nostri partner olandesi hanno dovuto trovare un’altra opzione. Ciò ha richiesto più tempo del previsto, ma sono lieto che ora abbiamo trovato una soluzione”.

“Tuttavia – avverte il direttore esecutivo – non è una soluzione ottimale. Avremo solo la metà dello spazio rispetto alla nostra sede attuale a Londra. Ma anche se dovremo usare strutture esterne per le riunioni, potremo almeno ospitare i nostri incontri scientifici di base nell’edificio temporaneo. Questa soluzione sarà meno dannosa per il nostro lavoro e consentirà inoltre ai costruttori di accelerare il completamento dell’edificio permanente a Zuidas”.

“Ma, siamo chiari: stiamo lavorando con scadenze estremamente strette”, osserva Rasi. “Il 1 gennaio 2019 – precisa – abbiamo bisogno di un edificio pienamente operativo per spostare gradualmente il nostro personale da Londra ad Amsterdam prima del 30 marzo 2019, quando il Regno Unito si ritirerà dall’Ue. Ciò significa che, anche se queste soluzioni temporanee non sono ideali, rappresentano l’opzione migliore per i tempi stretti che abbiamo”.

“Attendiamo con impazienza il completamento degli ultimi locali della sede Ema – prosegue il direttore esecutivo – e siamo molto grati che il governo olandese condivida la nostra ambizione di puntare a un edificio moderno e all’avanguardia che non sia inferiore” all’attuale quartier generale di Londra.

“Sono fiducioso – conclude Rasi – che l’edificio che visitiamo oggi sarà in grado di soddisfare le nostre esigenze per i decenni a venire. Assicuriamo che l’Ema farà del suo meglio per far funzionare questo doppio passaggio. Perché tutti noi dobbiamo essere consapevoli di ciò che è in gioco qui: la conservazione di un’attività che avvantaggia tutti i cittadini in Europa e protegge la salute pubblica”.


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