Figc, i 3 in corsa  

Scritto da il 28 gennaio 2018

Figc, i 3 in corsa

AFP PHOTO / MARCO BERTORELLO

Pubblicato il: 29/01/2018 11:00

E’ il giorno della verità per la Figc. L’assemblea elettiva della Federcalcio, composta da 275 delegati, è chiamata, questa mattina all’Hotel Hilton di Fiumicino, a decidere chi sarà il nuovo presidente. I candidati per il dopo Tavecchio sono tre: il presidente dell’Aic Damiano Tommasi, il presidente della Lega Pro Gabriele Gravina e il presidente della Lega Nazionale Dilettanti Cosimo Sibilia, favorito nella corsa a tre visto il peso del 34% della sua componente.

Al momento non si prospetta nessuna intesa tra Gravina e Tommasi. “Non stiamo facendo calcoli, ci sono tre candidati e vedremo cosa diranno le urne”, ha detto il presidente dell’Aic. “Bisogna capire in che momento storico siamo e come siamo arrivati qui. Dobbiamo dare una risposta. Noi abbiamo un candidato, l’Aic ha candidato il suo presidente e Tommasi è qui per fare il presidente della Federazione e non per fare l’ago”, ha sottolineato.

“I calciatori credono in un cambiamento possibile – ha aggiunto l’ex centrocampista – sappiamo che per riuscirci serve un piccolo sforzo o forse un grande sforzo, ma soprattutto un cambio culturale. Speriamo sia arrivato il momento giusto, speriamo che questa elezione sia diversa dalle scorse”.

Da parte sua Gravina dice: “Un confronto con Tommasi? No, ancora no. L’ho intravisto ma ancora non ci siamo visti, la notte io dormo mentre gli altri fanno picchetti…”. Al momento dunque non si prospetta nessuna alleanza con l’altro candidato, dal quale ieri sera ha atteso invano un incontro per convincerlo a convergere sul suo nome e ritirare la sua candidatura contro quella di Sibilia. “Aspettiamo, ci sarà un momento in cui per regolamento ci sarà una convergenza. Cercheremo di capire quale sarà”, spiega Gravina.

“Tiri mancini? Non danneggiano me, la responsabilità è di chi li fa -risponde il numero uno della Lega Pro -. Io sono sereno e tranquillo, devo dare solo la mia disponibilità poi sono gli altri che devono cogliere questa opportunità. Poi se ci sono anche atti di grande scorrettezza, non è il destinatario della scorrettezza che paga pegno ma i soggetti che la pongono in essere. Se ho parlato con Ulivieri? Certo, ci ho parlato e mi sembra abbastanza convinto e in linea con le sue indicazioni di qualche giorno fa”, evidenzia Gravina riferendosi al numero uno dell’Aiac, che ieri sera ha indossato invano i panni di mediatore fra lo stesso Gravina e Tommasi, intenzionato ad andare avanti con la sua candidatura come ribadito anche oggi. “Ascoltando la A e la B che danno indicazioni su Gravina -conclude- credo che Ulivieri si atterrà a questo”.


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