“50 terroristi Isis sbarcati in Italia”. Viminale smentisce  

Scritto da il 30 gennaio 2018

50 terroristi Isis sbarcati in Italia. Viminale smentisce

(Fotogramma)

Pubblicato il: 31/01/2018 13:39

“Non trova alcun riscontro l’informazione di 50 ‘combattenti stranieri’ approdati sulle coste italiane appartenenti all’Isis e pronti a compiere attentati”. E’ quanto precisa il Dipartimento della Pubblica Sicurezza “in riferimento all’articolo pubblicato sul sito del quotidiano inglese The Guardian dal titolo ‘Interpol circles list suspected Isis fighters belivied to be in Italy'”.

Nell’articolo si legge che l’Interpol avrebbe fatto circolare una lista di 50 sospetti combattenti dello Stato Islamico che ritiene siano recentemente sbarcati in Italia e potrebbero tentare di raggiungere altri Paesi europei. L’elenco, ottenuto dal Guardian, è stato redatto, scrive il quotidiano britannico, dal segretariato generale dell’organizzazione di polizia internazionale e inviato il 29 novembre al ministero degli Interni italiano, che successivamente lo ha distribuito alle agenzie nazionali antiterrorismo di tutta Europa. I sospettati elencati sono tutti cittadini tunisini, alcuni dei quali sono stati identificati dalle autorità quando sono sbarcati in Italia. Il documento mostra i loro nomi, cognomi e date di nascita.

Il Dipartimento della Pubblica Sicurezza chiarisce che “nell’ambito di un consolidato, costante e prolifico rapporto di collaborazione e scambio d’informazioni tra le autorità italiane e tunisine, quest’ultime hanno segnalato nel tempo al nostro Paese il probabile ingresso in Italia di appartenenti a presunti gruppi integralisti. Il proficuo rapporto di cooperazione internazionale di polizia tra i due Stati – viene rilevato – ha permesso di rintracciare un esiguo numero di persone segnalate le quali, a seguito delle previste procedure d’identificazione, sono state immediatamente rimpatriate”.

“Ovviamente è massima l’attenzione verso tutti coloro che raggiungono illegalmente il nostro territorio e l’immediata espulsione di alcuni soggetti segnalati ne è una incontrovertibile conferma. Giova inoltre ricordare – proseguono dal Dipartimento di Ps – che grazie alla citata collaborazione con le Autorità tunisine, due volte alla settimana vengono effettuati rimpatri collettivi verso quel Paese”.

Lo scorso luglio, il Guardian aveva già ottenuto una lista dell’Interpol di 173 presunti combattenti dello Stato Islamico che sarebbero stati addestrati per organizzare attacchi suicidi in Europa per vendicarsi delle sconfitte militari del gruppo in Medio Oriente.

Un ufficiale dell’antiterrorismo europeo ha dichiarato al quotidiano britannico che i tunisini dell’elenco più recente si ritiene siano arrivati ​​in Sicilia tra luglio e ottobre 2017 su pescherecci o piccole imbarcazioni che sono state poi abbandonate sulla spiaggia.

Secondo le stime dell’Onu, circa 5.500 tunisini si sarebbero recati in Siria e in Iraq per combattere per il gruppo terroristico, più di ogni altro Paese. Ora, dopo il crollo del ‘Califfato’, i governi hanno espresso la preoccupazione che gli ex combattenti possano provare a lanciare attacchi in Europa.


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