Ema, Bracco: “Scelta sede va rivista, governo si faccia sentire”  

Scritto da il 30 gennaio 2018

Ema, Bracco: Scelta sede va rivista, governo si faccia sentire

(Foto Fotogramma)

Pubblicato il: 31/01/2018 09:52

Se il dossier di Amsterdam non era veritiero, è giusto che venga riaperta la pratica dell’assegnazione“. Così Diana Bracco, presidente e ad dell’omonimo gruppo farmaceutico, già presidente di Expo 2015 Spa, in un’intervista al Sole 24 Ore’ sull’ipotesi che Milano torni in lizza per ospitare l’Agenzia Ue del Farmaco, Ema, alla luce dei ritardi della città olandese.

“Bisogna crederci. Noi ci abbiamo creduto moltissimo fin da subito. E ci crediamo ancora”, dice. “Le voci a livello europeo circolavano da tempo ora è certo che la realizzazione dell’edificio destinato a ospitare l’Agenzia in Olanda è in gravissimo ritardo, tanto che è emersa la necessità di un doppio trasloco dell’ente, con complicazioni operative per l’Ema” e “costi economici rilevanti”, spiega Bracco. “Abbiamo sempre sostenuto – prosegue – che scegliere una città inadeguata, e Amsterdam si è ormai rivelata tale, avrebbe rappresentato una sconfitta per l’Europa perché a farne le spese sarebbero stati ben 500 milioni di pazienti. È sempre bene ricordare infatti che l’Agenzia europea del farmaco si occupa della salute dei cittadini europei che contano su Ema per avere la possibilità di accedere tempestivamente a farmaci innovativi che in molti casi potrebbero essere davvero salvavita”. Ecco perché, sottolinea, “ora è essenziale che si faccia di tutto per riaprire la partita. E non è questione nazionalistica o di campanili”.

E’ dunque “importante che il nostro governo alzi la voce nelle forme e nei contesti più opportuni. Con l’obiettivo ultimo – conclude – di garantire il pieno ed efficace funzionamento dell’European Medicines Agency, senza spreco di denaro pubblico: due temi che stanno a cuore a tutti i cittadini europei”.


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