Treno deragliato, spuntano altri indagati  

Scritto da il 30 gennaio 2018

Treno deragliato, spuntano altri indagati

(Fotogramma)

Pubblicato il: 31/01/2018 13:58

Ci sono altri quattro indagati per il deragliamento del treno regionale che giovedì scorso, 25 gennaio, ha provocato – a circa un chilometro dalla stazione di Pioltello (Milano) – la morte di tre donne e il ferimento di 46 persone. Si tratta di Vincenzo Macello, Marco Albanesi, Andrea Guerini ed Ernesto Salvatore, tutti componenti dell’Unità manutenzione territoriale Rfi.

I nomi di oggi si aggiungono a quelli dei primi quattro iscritti nel registro degli indagati. La decisione della Procura di Milano è per consentire alle parti di poter partecipare agli accertamenti irripetibili.

Lunedì scorso erano stati indagati Maurizio Gentile amministratore delegato Rfi, Cinzia Farisè ad di Trenord, Umberto Lebruto direttore della produzione Rfi e Alberto Minoia direttore operativo Trenord. Ieri nel mirino della Procura che indaga per capire la dinamica del deragliamento sono finite anche le due società (per la legge 231), ossia Rfi e Trenord, rispettivamente responsabile della gestione dell’infrastruttura e della manutenzione dei convogli. Sempre ieri uomini della Polizia ferroviaria hanno perquisito le sedi dei due gruppi per acquisire documentazione utile ai fini dell’inchiesta.

La causa più probabile, a cui stanno lavorando i consulenti nominati dalla Procura, è che il deragliamento sia stato provocato dalla rottura di un pezzo di binario, in coincidenza di una giuntura. Domani sono attese le autopsie delle tre vittime.

ACCERTAMENTI IRRIPETIBILI – Al via venerdì 2 febbraio gli accertamenti irripetibili per cercare di ricostruire dinamica e responsabilità. Si tratta di “analisi tecniche sui binari” che si svolgeranno alla presenza dei consulenti della Procura e a cui parteciperanno gli indagati. Questi accertamenti saranno contestuali alle operazioni di trasferimento del convoglio rimasto coinvolto nell’incidente, che sarà spostato in un deposito ad hoc. Non è dato sapere quanto ci vorrà per spostare l’intero treno: quel che certo è che il terzo vagone, in cui hanno perso la vita le tre pendolari, verrà tagliato per semplificare le manovre di trasferimento, quindi ricomposto nel deposito in cui proseguiranno – in una seconda fase – gli accertamenti non irripetibili.

In questa prima fase gli inquirenti si stanno concentrando sulle responsabilità legate alla manutenzione dei binari, quindi sul ruolo di dirigenti e tecnici di Rfi. Solo quando verranno analizzate le carrozze, invece, la Procura potrebbe riscontrare possibili responsabilità in capo a tecnici di Trenord.

QUESTIONARIO PER TESTIMONI – Gli investigatori che lavorano da giorni per ricostruire quanto accaduto stanno preparando una griglia di domande da sottoporre ai testimoni che stanno rispondendo all’appello della Procura di Milano. Si tratta di un modello preciso, un questionario standard per ottenere dati confrontabili su elementi utili a stabilire eventuali responsabilità. L’ascolto dei testimoni, presenti sul convoglio, non è stato ancora calendarizzato.

Domani in mattinata, invece, è atteso un vertice tra inquirenti e investigatori per fare il punto anche sui dati informatici e documenti cartacei acquisiti nelle due società finite nell’inchiesta.


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