“Braccialetto Amazon? Vi spiego tutto io”  

Scritto da il 1 febbraio 2018

Braccialetto Amazon? Vi spiego tutto io

(Fotogramma)

Pubblicato il: 02/02/2018 16:59

Evitare l’errore di spedizione. Il must è per tutti lo stesso: sia che si tratti di un’azienda di dimensioni normali che sia un gigante dell’e-commerce come Amazon. L’effetto è doppiamente negativo. Da una parte aumentano le spese, il pacco arrivato per sbaglio da un’altra parte dovrà tornare indietro e ripartire per il suo viaggio, ma soprattutto si perde in immagine. Per evitare a tutti i costi la disattenzione, normale quando si fanno centinaia di pacchi al giorno, la multinazionale di Jeff Bezos avrebbe, quindi, portato avanti il progetto del braccialetto elettronico per monitorare i dipendenti, finendo al centro di molte polemiche. Il brevetto è stato depositato nel 2016, ma è stato riconosciuto ufficialmente soltanto questa settimana. Da parte sua Amazon parla di “speculazioni” e si difende, sostenendo che “la sicurezza e il benessere dei dipendenti sono la nostra priorità”, facendo notare che “muovendo le attrezzature verso i polsi dei dipendenti, le mani vengono liberate dall’utilizzo degli scanner e gli occhi non devono più guardare lo schermo”.

Braccialetti-spia mai in Italia

Il sistema per non sbagliare, però, esiste già ed è molto meno invasivo di un braccialetto elettronico. Viene utilizzato, per esempio, da un altro colosso Yoox, che vende capi d’abbigliamento, accessori e design via internet. “Viene applicato agli oggetti e diventa una sorta di targa. Da quel momento in poi il prodotto, muovendosi attraverso alla filiera, dal produttore all’operatore logistico, dal distributore al consumatore finale, passa attraverso dei punti di lettura. In questo modo si costruisce la storia di questo oggetto” dice all’Adnkronos il prof. Antonio Rizzi, docente di Logistica del Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università di Parma che da 15 anni studiano le applicazioni della tecnologia Rfid alle aziende. “Serve per prevenire anche gli errori. Se un pacco deve andare a Roma e non a Milano, ma si sbagliano interviene l’Rfid che lo segnala all’operatore”.

Amazon cerca operatori di magazzino

Si tratta di una tecnologia passiva, “che si usa per tracciare gli oggetti”, che si differenzia da una attiva, “che guida l’operatore e lo localizza” come quella del braccialetto elettronico.”Anche ad Amazon stanno testando la Rfid – conclude il docente -, ma per il ‘Go’ ora stanno utilizzando un sistema di telecamere con diverse inquadrature degli scaffali e che gli permettono di capire chi e che cosa è stato prelevato”.


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